Idee chiare, concetti espressi con responsabilità e padronanza. A dispetto dei suoi 19 anni Filippo Melegoni da l'impressione di essere un ragazzo con il carattere giusto per sfondare, oltre che un talento cristallino del calcio italiano. Il centrocampista del Pescara, ma di proprietà dell'Atalanta, si racconta in esclusiva a calciomercato.com.

Melegoni, Pescara negli ultimi anni ha valorizzato tanti giocatori: da Verratti a Politano, passando da Insigne e Caprari. E' stato un fattore  determinante nella sua scelta rispetto alle diverse offerte che aveva ricevuto?
'Si, sicuramente è stata una cosa che ha influito nella scelta di venire qua. Ma anche il buon rapporto che c'è tra i due presidenti di Atalanta e Pescara. Diversi ragazzi sono venuti qui come Valzania e Capone e Pescara li ha saputi valorizzare. E' stata una scelta difficile, perchè avevamo molte offerte, ma mi sento di dire che è stata quella giusta'.

Cosa le piace di Pescara come città? E' la sua prima esperienza lontano da Bergamo.
'Mi piace molto come città, il centro, il mare. Si mangia molto bene e poi c'è l'affetto delle persone, sono super disponibili'.

Nonostante la sua giovane età, Pillon le ha dato subito fiducia schierandolo sempre da titolare.
'Lo staff mi piace moltissimo, lavorano bene e duro. Qui chi merita in allenamento gioca il sabato. Il mister mi ha detto di stare tranquillo, ho parlato molto con il vice Pesoli. Mi chiedono di giocare come so, che ho buoni mezzi per fare bene. Mi è stato d'aiuto'.

La vostra è una squadra formata dal giusto mix tra giovani ed esperti: qual è il vostro obiettivo?
'Noi quest'anno puntiamo a molto più di una salvezza. Siamo partiti forte, in tre partite non abbiamo ancora perso, stiamo facendo bene. C'è il giusto connubio tra giovani e esperti, noi magari tentiamo più la giocata mentre loro sono pronti adare consigli. Puntiamo in alto'.

E a livello personale?
'Si, io spero di dimostrare di essere della categoria, di fare di più. Il mio obiettivo è quello di tornare all'Atalanta, la mia squadra, per contendermi una maglia e se non sarà il momento lo capirò'.

Bergamo è la tua città, l'Atalanta la squadra che l'ha scelto quando avevi solo 7 anni.
'Ho pianto, è stato un giorno bellissimo. Qualsiasi ragazzino di Bergamo sogna di giocare con l'Atalanta. I miei genitori sono bergamaschi, tutta la mia famiglia è bergamasca. Andare lì ed essere scelto  è stata una cosa bellissima, ero molto emozionato, ho pianto per la gioia. Da lì è partita tutta la trafila con 11 anni all'Atalanta, l'esordio in serie A e adesso sono qui in prestito per poi tornare lì'.



Ha avuto tanti esempi in questo percorso: da quale compagno ha appreso di più?
'Migliaccio sicuramente, mi ha aiutato tantissimo. Prima di essere stato un grande giocatore, è un grande uomo. I giorni antecedenti dell'esordio in serie A anche lui mi parlò tantissimo. Un altro giocatore che cerco di seguire è Cristante per i movimenti che fa, all'Atalanta ha fatto una decina di gol con gli inserimenti. Io, come mezzala, cerco di  farli, mi piace tantissimo. Ho cercato di apprendere da tutti qualcosa, anche da Gagliardini'.

Un'altra tappa importante della tua giovane carriera è stata proprio l'esordio in serie A. Ci racconta qualcosa di più sul rapporto con Gasperini?
'Sicuramente se mi ha permesso di fare l'esordio in A, qualcosa in me aveva visto. Lui è un allenatore molto coraggioso, lanciare un giovane così in serie A, a 17 anni è una cosa forte. Non era una partita qualsiasi contro la Juventus, ci stavamo giocando l'Europa. E' stato fantastico contribuire in piccola parte al raggiugimento di quell'obiettivo'.

Tutte queste tappe le ha fatte conè il suo migliore amico nel mondo del calcio, Alessandro Bastoni, che adesso è un giocatore dell'Inter. Vi sentite ancora spesso e le piacerebbe fare il suo stesso percorso?
'Si, ovvio che il sogno di tutti è quello di giocare in un top club ma voglio meritarlo passo dopo passo. Se farò bene arriverà anche questo. Con Alessandro ci siamo visti settimana scorsa, dopo la partita con il Brescia sono tornato a Bergamo perchè lui era nelle zone. Diciamo che teniamo sempre vivo il nostro rapporto, abbiamo fatto 10 anni insieme e c'è un legame forte'. La descrivono come un ragazzo con la testa sulle spalle: sta proseguendo con gli studi?
'Quest'anno mi sono diplomato in scienze umane. Dall'anno prossimo valuterò anche l'università. Dopo il diploma volevo prendermi un anno per il calcio'.

Per lei quindi è importante costruirsi un'alternativa al mondo del calcio?
'Si, assolutamente. Questo lo devo ai miei genitori che mi hanno indirizzato su questa strada. Avere la testa è importante sia nel calcio che fuori'.

E' stato protagonista dell'Europeo under 19 nella scorsa estate, il sogno spento solo in finale contro il Portogallo. Che tipo di sensazioni le ha lasciato quell'esperienza?
'Passo dopo passo siamo arrivati fino alla finale, era un traguardo che non veniva raggunto da tempo. Purtroppo non abbiamo vinto come speravamo. Abbiamo dimostrato che in Italia ci sono i giovani forti e che vanno valorizzati'.

Avete avvertito anche una certa responsabilità? Con la crisi della nostra nazionale maggiore le aspettative sono rivolte anche su di voi...
'Si sapevamo che eravamo l'unica nazionale a giocarsi qualcosa di importante, perchè tutte le altre erano uscite. Avevamo gli occhi puntati addosso ma c'era quel senso di responsabilità che poi ti dava quella forza in più'.

Adesso in testa  il Mondiale under 20 in Polonia della prossima estate.
'Ci stiamo già preparando con il mister  Nicolato, ci tiene molto sul pezzo. Adesso toccherà a noi'.

Il suo nome è stato accostato a Inter, Juve ma soprattutto Milan. Le piacerebbe giocare a San Siro in futuro?
'Sicuramente mi lusinga molto essere corteggiato da squadre di questo tipo, chiunque sogna di andare in un top club. Però è una cosa che devi meritare, passo dopo passo. Io punto a quello, sarei molto felice'.

Sappiamo del forte interesse del Milan: c'è stato qualche contatto con il club rossonero? Ha, magari, saputo qualcosa tramite il suo agente?
'Direttamente non sapevo nulla, so che c'erano delle persone a vedermi e leggevo anche io le notizie. Sa tutto il mio procuratore'.

Ha sentito di recente i suoi amici Caldara e Conti?
'Con Mattia ci siamo sentiti, ho un buon rapporto con lui.  Andavo con il pulmino con lui già ai tempi della Primavera, è un ragazzo d'oro. Gli auguro il meglio, dimostrerà sicuramente il suo valore'.

E' cresciuto, se non sbaglio, con il mito di Zidane: un modello ambizioso ma forse anche giusto per tentare di migliorare e diventare un centrocampista completo anche dal punto di vista tecnico, non crede?
'Io cerco di imparare il più possibile per giocare sia in una posizione avanzata che arretrata. Il mio idolo è Zidane, lui con il primo controllo aveva aperto un mondo di giocate. Quello per me è importantissimo anche per la mezzala, se riesci a fare il primo stop orientato tutto è più facile'