L’Italia del calcio viaggia fuori dall’Europa. Ce l’hanno spinta il commissario straordinario e il Coni, i quali in pochi mesi ne hanno combinate di tutti i colori, un po’ per superficialità e soprattutto per ascoltare questo o quel presidente potente. 

Prendete le date del calciomercato. Visto che tanti chiedevano di chiudere le trattative prima che le squadre cominciassero il campionato, il decisionista Malagò ha stabilito che la sessione estiva terminasse alla vigilia dell’inizio della A (il 17 agosto) e che quella invernale si esaurisse prima della ripresa dell’attività dopo la sosta (il 18 gennaio).

Già in estate abbiamo avuto qualche difficoltà, perché - Inghilterra a parte - tutti gli altri grandi paesi hanno tenuto le trattative aperte fino alla fine del mese. Così è successo, ad esempio, che la Roma (di cui Malagò è tifoso…) abbia ceduto Strootman al Marsiglia quando non poteva più sostituirlo, perché in Francia il mercato era aperto e in Italia non più. A gennaio potrebbe andare pure peggio

Tutto il resto d’Europa, infatti, chiuderà il mercato il 31 gennaio, a parte rare e irrilevanti eccezioni di paesi che si spingeranno perfino oltre la fine del mese. Questo determinerà una situazione surreale, quasi insensata. Mentre attorno a noi le nostre rivali in Champions ed Europa League continueranno a lavorare per rafforzarsi, noi potremo solo guardarle. 

Dov’è il vantaggio che avranno le concorrenti delle squadre italiane? Un esempio, semplice semplice: se al Barcellona o al Manchester City si infortuna un giocatore importante il 25 gennaio, possono sostituirlo; la Juve e l’Inter o il Napoli, invece, devono rimanere con quella lacuna. Sempre che non si creino nuovi casi Strootman, con calciatori importanti che chiedono di andarsene all’ultimo momento e club che non se la sentono o non sono in grado di frenarli, salvo non essere nelle condizioni di rimpiazzarli a causa del mercato chiuso. 

Tutto sbagliato, tutto surreale. Ma davvero non si può intervenire per riequilibrare questa situazione? Siamo sicuri che non si possa rientrare in Europa, chiudendo anche noi il mercato il 31 gennaio? Il tempo (forse) c'è ancora. 

@steagresti