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Si può acquistare gente del valore di Mario Gomez, Joaquin, Alonso, Ambrosini e Ilicic, cui aggiungere elementi futuribili quali Iakovenko, Bakic e Rebic, ed avere ancora un tesoretto importante da investire? Si, se si hanno dirigenti oculati, attenti al bilancio, e bravi a fare cassa in termini di uscite come quello composto dal duo viola Daniele Prade, d.s., ed Eduardo Macia, d.t..

Difficilmente era prevedibile ad inizio campagna acquisti estiva un piano di rafforzamento così importante per la rosa viola, che non hapotuto contare sui soldi che sarebbe arrivati da un eventuale qualificazione alla Champions League della Fiorentina, obiettivo che la realtà gigliata l'anno scorso meritava, e a fronte di una congiuntura economica mondiale che impedisce, pur con una proprietà solida come quella guidata dalla famiglia Della Valle, investimenti corposi nel mondo del calcio. E invece sono arrivati l'attaccante che con il Bayern Monaco soltanto tre mesi fa ha vinto tutto, un esterno da una delle realtà spagnole che hanno fatto strada in Champions, battendo anche il Milan, un terzino fra i più in rapida ascesa sul panorama europeo, ma anche lo storico capitano rossonero, reduce da 18 anni di allenamenti a Milanello, ed uno dei talenti sloveni piu'qualitativamente importanti nel panorama delle medio-piccole di serie A.

Il vero capolavoro però è stato fatto con le uscite in termini di mercato dalla Fiorentina visto che soltanto con il duo Ljajic-Jovetic la società gigliata ha incassato 45 milioni di euro, una cifra spaventosa perchè, con tutto il rispetto per l'attaccante montenegrino, il rendimento di quest'ultimo nella passata stagione non valeva quasi 60 miliardi delle vecchie lire come investimento del City, e la Roma, che ha si acquistato uno dei talenti migliori della serie A chiusasi nel maggio scorso, ha prelevato ad un anno ed una settimana dalla scadenza del suo contratto a Firenze, il classe '91 serbo per circa 13 milioni di euro, più un 20% che i Della Valle incasseranno dalla futura vendita dell'ex numero 22 gigliato.

Facendo rapidamente i conti della serva, a poco meno di 24 ore dalla chiusura del mercato, al momento c'è un saldo nelle casse viola di circa 10 milioni di euro, con un monte ingaggi non troppo aumentato con l'arrivo dei top player Mario Gomez e Giuseppe Rossi,ma ahimè ancora pesantemente condizionato da mancate partenze come quella di Vargas, al suo ultimo anno, comunque vada, all'ombra del Duomo del Brunelleschi, con contratto di 1,3 milioni di euro a stagione.

La sensazione però è che nell'ultima giornata di mercato la Fiorentina non sia intenzionata ad investire il tesoretto economico accumulato fra entrate ed uscite, perchè i nomi che si fanno abbinati alla rosa già a disposizione di Montella, non paiono essere giocatori da grossi esborsi: in porta il favorito rimanere Sorrentino, con Julio Cesar che addirittura arriverebbe gratis, ma potrebbe portare al pagamento di un pesante ingaggio.

A centrocampo come vice Pizarro i nomi sono quelli di Jorginho, si parla di comproprietà dal Verona, con inserimento nell'affare di giovani poco sfruttati a Firenze (Bakic o Wolski), o di Valdes dal Parma. L'attacco e la difesa viola potrebbero non veder giungere nessun altro rinforzo. E dunque la conclusione è che, come già un anno fa dopo la ricchissima cessione di Nastasic, anche questa al City, per 17 milioni di euro piu' l'arrivo in viola di Savic, la Fiorentina abbia un gruzzoletto da far fruttare nel prossimo mercato di gennaio. Ad inizio 2013 arrivò Giuseppe Rossi, proprio con i soldi fruttati dalla partenza del giovane difensore serbo ex Partizan. A chi staranno pensando come regalo di inizio 2014 i dirigenti che lavorano ogni giorno nella sede societaria di via Manfredo Fanti?