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Cedere il brasiliano per arrivare a Mascherano: la Juve ci pensa.
Il soldato Melo si arrende: "Se vogliono me ne vado".
Era la sua arte marziale brasiliana preferita, ma per Felipe Melo il «Vale tudo» è anche una filosofia di vita e di carriera calcistica. Dopo esser stato dipinto come un fenomeno da 25 milioni di euro ed aver subito anche per questo una valanga di critiche per i suoi comportamenti/rendimenti, ora il centrocampista bianconero è pronto a rimettere tutto in discussione e soprattutto a cambiare aria a fine stagione. «Se la Juve vuole, me ne vado», dice. Per la serie tanto vale tutto, se c'è qualcuno che mi vuole io sono qua e non ho problemi a sposare una nuova squadra, abbracciare un nuovo progetto. Un avviso ai naviganti che non getterà nella disperazione la dirigenza juventina: Felipe Melo ha mercato ed una sua cessione potrebbe aiutare ad ingaggiare giocatori di prima fascia per rifondare la squadra.

Le sirene spagnole hanno già iniziato a suonare, visto che i suoi procuratori si sono già mossi con Siviglia e Real Madrid («Amo Mourinho e loro tra un anno saranno i più forti al mondo», si lascia andare Melo), ma l'ipotesi più concreta porta in Inghilterra. L'Arsenal è interessato al brasiliano ed in cambio avrebbe già offerto il connazionale e collega di centrocampo Denilson, che a Londra non si è ambientato. Beppe Marotta, però, avrebbe messo gli occhi sull'argentino Mascherano, che il Barcellona sta cercando di vendere, e per finanziare l'operazione non avrebbe problemi a fare cassa con il mediano ex Fiorentina sotto contratto fino al 2013. Anche perché Melo non è un idolo dei tifosi come Buffon o Chiellini e così ogni discorso può essere affrontato senza paletti o problemi. «Io sto bene a Torino - spiega il brasiliano dallo Juve Store in centro città - e mi sento di far parte di una grande squadra. Però so che mi vogliono molti club, alcuni anche importanti, e se la Juve non mi vuole, io vado via senza problemi. In ogni caso le voci di mercato fanno piacere perché vuol dire che non sono quel bidone come qualcuno pensava».

Evidentemente quel titolo conquistato nel 2009 brucia ancora e solo dal mercato può passare la rivincita personale e sportiva. Anche se la Juve naviga in zone paludose ed è ormai scortata dalla contestazione del suo popolo, Felipe Melo non ha problemi nel togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Io non mi sento sotto osservazione - replica il giocatore, che da piccolo sognava di imitare il suo idolo Zico nel Flamengo - anche perché sto facendo una grande stagione e questa volta non potranno dare la colpa a me». Limitatosi negli errori e soprattutto nei falli («Che bello quando Brighi mi ha dato il cartellino firmato, però col Parma ho sbagliato»), il brasiliano sa di aver ritrovato slancio e non vuole fermarsi. «Devo migliorare, ma rispetto ad un anno fa sono cresciuto tanto».

Il pensiero corre all'attualità. «Ora lo spogliatoio è preoccupato - afferma - e la squadra sta vivendo un momento difficile, ma siamo gli stessi che avevano chiuso il 2010 nei primi posti: la vittoria col Brescia ci ha aiutato, ma ora dobbiamo battere la Roma, una partita delicata che vale come un derby per noi». Duro e diretto, così come gioca Felipe Melo parla. Anche con i tifosi bianconeri che l'hanno interrogato via chat. «È un po' brutto per la Juve pensare di doversi qualificare per l'Europa League - dice -, ma questo è l'obiettivo attuale e va raggiunto. E per tornare competitivi serve vincere un trofeo e magari avere anche qualche infortunio in meno».