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Al Corriere della Sera, Dries Mertens, attaccante del Napoli, torna anche sui fatti di Firenze.

Non perde occasione per esaltare la sua napoletanità, come nasce questa empatia? 

«Qui è come stare sempre in vacanza, ci sono posti meravigliosi e la gente non ha pregiudizi. Poi certo ci sono i problemi. Ma io non li vedo. Non guardo e quindi per me non esistono. Una volta ho rimproverato un ragazzo che aveva parcheggiato l’auto in terza fila, lui mi fa: vabbe’, ma era solo per andare a prendere un caffè. Cosa gli dici, se non: ok, hai ragione. E risolvi tutto con una risata».

Da bomber a pony express che consegna pizze ai clochard. 

«È normale che i più fortunati aiutino chi non sa neanche se il domani arriva. Oggi ho rivisto Enrico, un ragazzino che due anni fa si era ammalato di leucemia, mi ha mandato una email per dirmi che era guarito e voleva abbracciarmi». 

Ultima: dice bugie? 

«Ogni tanto, ma non simulo». Ride e chiude le polemiche sui fatti di Firenze.