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Un gol per parte e l'ennesima giornata della telenovela fra Lionel Messi e il Barcellona finisce inevitabilmente ancora in pareggio, ma non spegne i rumors sul futuro della Pulce, sempre più decisa a lasciare il club catalano che, invece, non ha alcuna intenzione di lasciarlo partire senza battagliare. Nel mezzo, o meglio alla finestra, restano Inter, PSG e Manchester City (con i Citizens di Guardiola in pole) tutte pronte a fiondarsi sulla stella argentina, ma soltanto nel momento in cui si riuscisse a liberare a costo zero (o quasi).

MESSI ASSENTE - Il primo gol, dicevamo, lo aveva segnato proprio Messi nella mattinata di oggi quando, convocato dal Barcellona per le visite mediche e il tampone per il coronavirus propedeutico alla ripresa dell'attività sportiva, non si è presentato al contrario di altri giocatori dati in partenza come Luis Suarez e Arturo Vidal. Un'assenza ingiustificata (LEGGI QUI) che il club catalano non ha commentato direttamente, ma che porterà verosimilmente, a una sanzione interna.

IL COMUNICATO DELLA LIGA - Messi sta provando con ogni mezzo a far capire al Barcellona che vuole svincolarsi se non gratis, quantomeno a costi contenuti, dall'attuale contratto in scadenza 30 giugno 2021, ma proprio su questo tema è arrivato il pareggio odierno del Barcellona a cui è stato fornito un assist importantissimo direttamente dalla Liga. Con un comunicato ufficiale (LEGGI QUI), infatti, la Lega spagnola ha ufficializzato che la clausola rescissoria da 700 milioni di euro è valida al 100% ed è l'unica presente negli accordi fra il club e il giocatore. Niente possibilità di svincolo gratis, quindi, e se Messi vorrà liberarsi lo potrà fare soltanto dietro il pagamento completo di quella cifra.
TENSIONE BARCELLONA - La tensione fra le parti, insomma, non accenna a placarsi nonostante la volontà del padre di Messi, Jorge, di trovare una via di uscita amichevole con il Barcellona. L'incontro fra le parti, riportano in Spagna, è previsto per la giornata di mercoledì, ma nel frattempo il presidente Bartomeu non ha modificato di un centimetro la propria posizione e, anzi, è addirittura arrivato alla rottura con lo storico ufficio legale a cui il Barcellona era legato da anni. Il motivo? Ha assistito anche Messi e ha suggerito alla Pulce le modalità con cui arrivare alla rottura con il club.

LA LIGA E IL CONTRATTO - Tutto gira quindi attorno alla clausola da 700 milioni di euro e sebbene la Liga si sia affrettata a specificare che sia ancora valida, in Spagna c'è chi giudica malignamente la presa di posizione della Lega spagnola che, dopo aver perso Cristiano Ronaldo, non vorrebbe perdere anche Messi per questioni commerciali. Secondo Onda Cero, infatti, nell'ultima edizione del contratto è presente una frase in cui è specificato che la sopracitata clausola è "valida fino al termine della stagione 2019/20" e quindi non sarà più attiva a partire da martedì.

GUARDIOLA E I NEGOZI A MILANO - PSG, Manchester City e Inter sono i club che più sono interessati alla situazione, ma fra le tre squadre si può già stabilire una sorta di gerarchia su quale realtà sia in vantaggio per l'eventuale acquisto. La presenza a Barcellona di Pep Guardiola e di gran parte della dirigenza (catalana) dei Citizens è un segnale importante che fa scattare il club inglese in pole position. Più distanti le altre due sebbene permanga il dettaglio della residenza fiscale spostata dalla famiglia Messi in Italia che regala una piccola percentuale in più al club nerazzurro. C'è però di più, perché in Argentina c'è chi ha svelato un nuovo dato legato all'attività imprenditoriale della Pulce il quale, oltre al già noto appartamento ha acquistato a Milano anche diversi negozi e stabili per il suo marchio. Un dato in più, che fa sperare i tifosi interisti, ma che non cambia la base da cui tutto dovrà partire. Per prendere Messi servirà lo svincolo dal Barcellona, solo allora chi lo vuole potrà provare l'affondo.