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Una vittoria a tempo scaduto per mantenere la vetta della classifica in Ligue 1 non può essere sufficiente a mascherare le prime crepe all'interno del Paris Saint-Germain e i primi mal di pancia che Mauricio Pochettino dovrà far rientrare a tempo di record per non vedere la sua posizione deligittimata. E' il 76° della partita contro il Lione quando il tecnico argentino decide di togliere dal campo Leo Messi col risultato ancora in bilico: la reazione della Pulce è tutta un programma, stretta di mano non ricambiata e dritto in panchina a mostrare in mondovisione un'espressione quanto meno perplessa al fianco del connazionale Paredes.

TENSIONI ARGENTINE - E' arrivato da poche settimane a Parigi, ma Sua Maestà ha deciso evidentemente di reclamare già il trono, da condividere con altre personalità dominanti come quelle dell'amico Neymar e di Mbappé, uno dei possibili eredi sulla scena internazionale. Una convivenza tattica che Pochettino sta provando a rendere realtà ma che è fondamentalmente basata su difficilissimi equilibri umani e sulla gestione di ego così ipertrofici. A Bruges, nel sofferto esordio stagionale in Champions League, i primi mormorii si erano sollevati dopo l'ingresso in campo di Mauro Icardi, quasi ignorato dai compagni e apparso come un corpo totalmente estraneo in una squadra abituata da tempo a giocare senza un vero centravanti. Spesso accusato di essere troppo poco partecipe nella manovra, l'ex capitano dell'Inter ha però saputo ribaltare il suo destino nello spazio di pochi giorni. Dalla prova incolore contro i belgi, sempre da subentrante è stato l'autore del gol da 3 punti sul campo del Lione.
VOGLIA DI SPAZIO - Una rete - la terza in 5 apparizioni in campionato - per tornare a sorridere e per provare a reclamare il suo spazio in mezzo a così tanti campioni. L'arrivo di Messi e la permanenza di Mbappé hanno ristretto ulteriormente lo spazio per l'attaccante rosarino, che probabilmente in cuor suo ha sperato di poter trovare una soluzione negli ultimi giorni di agosto per ritrovare protagonismo e continuità. I rumors insistenti dall'Italia, legati principalmente alla Juventus, non hanno poi trovato riscontro nei fatti, ma a gennaio le porte verso un'eventuale cessione potrebbero riaprirsi. La sua valutazione è crollata negli ultimi mesi e lo stesso PSG potrebbe aprire all'ipotesi del prestito, pur restando il problema di un ingaggio da 9,2 milioni di euro netti a stagione non alla portata di tutti, se non attraverso un importante contributo della società parigina. Negli ultimi giorni il nome di Mauro Icardi è stato accostato al Milan, alle prese con la doppia indisponibilità di Ibrahimovic e Giroud e i dubbi legati alla tenuta atletica di Pellegri. Il broncio di Messi e la voglia di riscatto di Maurito: le prime tensioni in casa Paris Saint-Germain possono aprire impensabili scenari di mercato.