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La sequenza infinita di record battuti e ritoccati ormai non è più motivo di sorpresa, ma aiuta certamente a comprendere o, meglio, a rinfrescare la memoria a tutti quanti circa la grandezza di Leo Messi. Una stagione di adattamento dopo - non tanto al calcio francese o alle dinamiche del Paris Saint-Germain, quanto alla dolorosa separazione dal Barcellona - il più forte di tutti è tornato a dettare legge. Peserà certamente lo stimolo di presentarsi tirato a lucido per quel Mondiale che rappresenta l'ultima occasione di emulare le gesta dell'inarrivabile Maradona, ma il campionissimo rosarino sembra essere rifiorito. Azionando idealmente una macchina del tempo per cancellare il gap atletico che potrebbe pagare oggi al cospetto di colleghi di dieci anni più giovani e ribellandosi ad una carta di identità che dice 35.

NESSUNO COME LUI - La prodezza del "Da Luz" ha il sapore antico di una giocata che a Barcellona gli avremo visto fare una miriade di volte: la facilità con cui impatta quella palla e la manda a morire all'incrocio dei pali è privilegio di pochi eletti e contribuisce ad alimentare una leggenda che è immortalata dalle parole dei suoi primi ammiratori, i compagni di squadra ("E' grazie alle cose semplici che ti innamori di lui, è il migliore della storia", dice Verratti), anche dai numeri. Il Benfica diventa la 40esima vittima di Messi in Champions League su 44 avversarie affrontate (nessuno come lui) e gli consente di staccare ulteriormente Cristiano Ronaldo nella classifica nei migliori marcatori all time nella fase a gironi della competizione: 78 contro 73. Il numero 127 in totale nella massima competizione europea lo mantiene ancora a distanza dal fenomeno portoghese, fermo a quota 141 e impossibilitato - almeno per il momento - a ridefinire le proprie statistiche, ma lo fa salire a quota 12 (più 8 assist) in una stagione che lo ha visto anche ricevere per 13 volte il premio di "man of the match" in 15 apparizioni.
GLI ULTIMI OBIETTIVI - Aggiungiamo a tutto questo che quella contro il Benfica è la sesta partita consecutiva nella quale Leo trova almeno un gol e il quadro è completo. Non sbagliamo se in questo momento diciamo che il tempo sembra essersi fermato ancora una volta per il più grande giocatore dell'ultimo ventennio, pronto e desideroso a recuperare quello andato perduto in una stagione troppo strana e diversa come quella scorsa. Un'ultima Champions e il Mondiale con la Selecciòn sono i desideri proibiti prima di concludere una carriera monumentale. E prima, probabilmente, di chiudere un cerchio e i conti con un passato tutt'altro che lontano e tornare dove la leggenda è cominciata. A Barcellona.