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Nella città e contro la squadra con cui aveva lasciato la Champions sette anni fa, per entrare in un lungo periodo buio, il Milan ha vinto la partita che potrebbe portarlo ancora avanti nella Champions di quest’anno. A quattro minuti dalla fine, Junior Messias, trent’anni, ex Crotone, al debutto in Europa, ha segnato il gol della vittoria contro l’Atletico Madrid. Vittoria meritata per il gioco, la personalità, l’energia che la squadra di Pioli ha messo in campo per 90 minuti. Sia all’andata che al ritorno, meglio, molto meglio il Milan dell’Atletico. Il 2-0 del Liverpool sul Porto consente a Pioli di sperare ancora: adesso la classifica, dopo i Reds già qualificati, mette il Porto a 5 punti, il Milan e l’Atletico a 4. Se nell’ultima giornata il Milan batte il Liverpool, condizione basilare per pensare di qualificarsi, per Porto-Atletico deve sperare nel pareggio o nella vittoria di misura degli spagnoli. Essendo a pari dell’Atletico negli scontri diretti, conterebbe la differenza-reti generale che in questo momento vede il Porto a -5, l’Atletico a -3 e il Milan a -2. Per l’Europa League, invece, è... sufficiente battere il Liverpool. A 90' dalla fine questi sono i conti. Per quanto mostrato in questo girone, la qualificazione dei rossoneri agli ottavi sarebbe un atto di giustizia, anche se oggi ha l’aspetto di un’impresa miracolosa.

MEGLIO IL MILAN - Nel primo tempo, sul piano del gioco, più Milan che Atletico, ma non quanto bastava per arrivare all’intervallo in vantaggio. Quasi il 58 per cento di possesso palla, con quattro tentativi per i rossoneri (a due), ma senza nessun intervento significativo di Oblak, al contrario di Tatarusanu, autore di una prodezza dopo appena 3 minuti. Questa dell’Atletico è stata l’unica vera occasione in 45': Carrasco per De Paul, tiro dell’ex udinese e deviazione miracolosa del portiere rumeno. Il guardalinee ha poi alzato la bandierina per segnalare il fuorigioco, che in realtà non c’era: se quella palla fosse entrata, il Var avrebbe convalidato il gol. Quindi, grande Tatarusanu.

POCHI PERICOLI - Difesa a tre per Simeone, con Carrasco a spingere sulla sinistra e, inizialmente, con Marcos Llorente più guardingo sulla destra. Pur in mezzo a tanta densità madrilena, il Milan arrivava bene sulla trequarti, grazie al buon lavoro di Tonali, Kessie, Krunic, Saelemaekers e anche Brahim Diaz, di nuovo in buone condizioni fisiche, oltre alla spinta continua di Hernandez e del giovane Kalulu. Il problema era raggiungere Giroud, controllato bene da Savic e Gimenez, anche lui però faceva poco per farsi trovare nella posizione migliore. Il Milan ha provato con Diaz e Hernandez, ma le conclusioni non erano precise. Le assenze di Leao e Rebic si facevano sentire.

I CONTI DEL CHOLO - L’Atletico è riapparso in partita dopo una ventina di minuti, quando anche Marcos Llorente, pilotato dai lanci di De Paul, ha cominciato ad attaccare. Sembrava quasi che la squadra di Simeone stesse aspettando buon notizie da Liverpool contro il Porto. In quel caso, con una sconfitta dei portoghesi ad Anfield Road, pareggiando sia col Milan che col Porto, nell’ultima gara, l’Atletico avrebbe raggiunto la qualificazione grazie a una migliore differenza-reti generale. In ogni caso, davvero poco Atletico e praticamente assente Luis Suarez, su cui usciva sicuro e disinvolto Kjaer.

IL GOL DEL LIVERPOOL - La notizia tanta attesa da Simeone (ma anche da Pioli) è arrivata al 7' del secondo tempo, gol di Thiago Alcantara, Liverpool in vantaggio sul Porto. Anche a Madrid la partita si era un po’ più aperta, Saelemaekers da una parte e Lemar dall’altra erano riusciti a concludere in porta, per Oblak e Tatarusanu due parate impegnative.

FORMAZIONI RIBALTATE - Prima di metà ripresa, Simeone e soprattutto Pioli hanno cambiato tantissimo. Il Cholo, oltre a Renan Lodi, ha messo Correa in attacco perché davanti l’Atletico non stava combinando niente, fuori Lemar ed Hermoso. Nel Milan ne sono entrati quattro tutti insieme: Florenzi (per Kalulu), Messias (per Krunic), Bakayoko (per Tonali) e Ibrahimovic (per Giroud che è uscito per un problema muscolare). Saelemaekers è andato a sinistra e Messias a destra. Sei giocatori nuovi, mentre il Milan stava forzando i tempi, era più aggressivo degli spagnoli, mai proprio dentro la partita. Come vedremo, i cambi di Pioli saranno decisivi, quelli di Simeone, al contrario, toglieranno qualcosa alla sua squadra.

LA GRANDE OCCASIONE - I nuovi del Milan hanno costruito la migliore occasione dal gol della ripresa: attacco a sinistra, tocco di Ibrahimovic per Messias, scatto fino a fondo campo, assist per Bakayoko, sinistro a colpo sicuro ma palla respinta da un ginocchio di Savic scivolato a terra con Oblak battuto. Simeone ha messo dentro anche Cunha (al posto del deludentissimo Suarez) e Vrsaljko (per De Paul), Pioli ha risposto con Bennacer che ha preso il posto e anche la posizione di Brahim Diaz. Mancava un quarto d’ora, l’Atletico era arrivato alla conclusione proprio con De Paul, ma era notevole la sua difficoltà a creare gioco. Il Milan spingeva sempre più, arrivavano punizioni ed angoli e per questo Simeone ha tolto Griezmann per puntare sui centimetri di Kondogbia. Il 2-0 del Liverpool dava all’Atletico la certezza di avere due risultati su tre nella prossima gara contro il Porto e forse questo è stato il suo errore principale.

LA PRODEZZA DI MESSIAS - Il Milan, al contrario, non aveva nessuna intenzione di mollare, aveva capito che l’Atletico era stordito e doveva approfittarne. Ibrahimovic ha avuto l’occasione per segnare, ma Oblak ha fatto un miracolo. La squadra di Pioli ha insistito, mancavano 4' alla fine ma c’era ancora grande energia e un’incredibile lucidità in fondo a una vera battaglia. Altro attacco a sinistra, cross di Kessie (Savic non ha chiuso), Messias si è staccato dalla marcatura di Gimenez e di testa ha fatto un gol che entra nella storia di questo ragazzo. Spavento finale per l’occasione sciupata da Cunha, ma vittoria meritata per i rossoneri.



IL TABELLINO

Atletico Madrid-Milan 0-1 (primo tempo 0-0)

 
Marcatori: 42’ st Messias (Mil)

Assist: 42’ st Kessie (Mil)

ATLETICO MADRID (3-5-2): Oblak; Savić, Giménez, Hermoso (dal 19’ st Lodi) Llorente, Lemar (dal 19’st Correa) Koke, De Paul (dal 32’ st Vrsaljko)Carrasco; Suárez (dal 32’ st Cunha) Griezmann (dal 35’ st Kondogbia)A disp.: Lecomte; Lodi, González, Vrsaljko; Herrera, Kondogbia; Correa, Cunha. All.: Simeone.

MILAN (4-2-3-1): Tătărușanu; Kalulu (dal 19’st Florenzi)  Kjær, Romagnoli, Hernández; Tonali (dal 19’ st Bakayoko) Kessie; Saelemaekers, Díaz (dal 32’ st Bennacer) Krunić (dal 19’ st Messias )Giroud (dal 20’st Ibrahimovic) A disp.: Desplanches, Mirante; Ballo-Touré, Florenzi, Gabbia; Bakayoko, Bennacer, Messias; Ibrahimović, Leão, Maldini. All.: Pioli.

Ammoniti: 27’ pt Giroud (Mil), 22’st Bakayoko (Mil), 47’ st Hernandez (Mil)