La lotta per i due posti rimasti in Champions - ormai è tornato in discussione anche il terzo - sta entrando in una fase caldissima. Le pretendenti sono almeno cinque: Atalanta, Inter, Lazio, Milan, Roma (in rigoroso ordine alfabetico). Altre, a cominciare dalla Samp, osservano piuttosto vicine. Gli interessi sono enormi, quasi vitali: chi resta fuori, soprattutto se ha investito tanto e ha costi di gestione elevati, rischia di andare in grande difficoltà.

 

Non potendoci entusiasmare per la corsa allo scudetto, la bagarre alle spalle di Juve e Napoli sta accendendo gli animi. E occorre grande attenzione: agli equilibri, agli arbitraggi, alle parole. Invece vediamo qualche crepa. Lo diciamo oggi, cosicché non possa arrivare qualcuno a rimproverarci: perché non avete parlato prima?

 

Gaetano Miccichè, presidente della Lega, in teoria super partes, si è schierato in modo piuttosto goffo: “Le due milanesi dovranno tornare protagoniste perché rappresentano un ampliamento delle squadre che possono lottare per la vittoria, senza nulla togliere a Roma e Napoli”. In realtà, anche solo formulando un pensiero del genere, si toglie molto alla Roma, al Napoli e anche alla Lazio, che non viene nemmeno citata ma dall’estate 2017 a oggi è stata l’unica squadra italiana ad alzare un trofeo oltre alla Juve.

 

E proprio i biancocelesti in questi giorni sono alle prese con un calendario impossibile, o comunque iniquo rispetto alle concorrenti: giovedì la Coppa Italia contro l’Inter, lunedì il campionato a Frosinone, ancora giovedì la gara con l’Empoli (anticipata perché allo stadio Olimpico deve giocare la nazionale di rugby nel Sei Nazioni). Insomma, in otto giorni la Lazio gioca tre partite, le stesse che le rivali disputano in dieci (Roma e Inter), undici (Atalanta) o anche dodici (Milan).

 

C’è la sensazione, a Roma, che sulla corsa alla Champions stia soffiando il vento del Nord. E le parole di Miccichè, in proposito, appaiono quanto meno infelici. Per ora siamo alle schermaglie, non vorremmo che presto si scatenasse una bufera. Inattesa. Almeno per qualcuno. @steagresti