Dopo un'estate passata alla ricerca spasmodica dell'attaccante esterno mancino che potesse giocare a destra (Cerci e Lestienne su tutti), al Milan è arrivato un destro naturale come Bonaventura, che ha battuto sul filo di lana la concorrenza di Biabiany (altro destro, ovviamente). Ma da qui a dire che i buoni propositi dell'estate rossonera siano stati riposti in soffitta ce ne passa: il Milan ha stretto nelle ultime ore per lo spagnolo classe '93 del Liverpool Suso, uno sul quale Inzaghi e Galliani hanno messo gli occhi da tempo. Bruciate sul tempo Atletico Madrid e Borussia Dortmund, due formazioni molto più abituate negli ultimi anni a puntare sui migliori talenti in circolazione e per questo l'accelerata del Milan rappresenta un primo passo verso una necessaria inversione di tendenza nelle strategie societarie.

CHE INIZIO CON RODGERS, POI... - Suso è ormai alla sua terza stagione consecutiva ad Anfield, ma le occasioni per mettere in mostra il suo enorme potenziale sono state davvero poche sino ad oggi, precisamente 14. E dire che Brandon Rodgers, nella sua prima stagione come manager dei Reds, aveva impiegato poco tempo a dare fiducia a questo ragazzo fresco del titolo di campione europeo Under 19 con la Spagna di Deulofeu e del madridista Jesè Rodriguez: nello spazio di pochi giorni, tra settembre e ottobre del 2012, arrivano il debutto in Europa League contro lo Young Boys, uno scampolo di gara di ottima qualità nella sfida contro gli acerrimi rivali del Manchester United, un'altra buona prova in Coppa di Lega col WBA (con assist decisivo) e la prima da titolare in Premier contro il Norwich City, nella quale regala anche un assist a Luis Suarez. Pochi giorni dopo, il rinnovo triennale di contratto e la promozione a parole di Rodgers ("Sono stupito dalla maturità e dall'impegno che sta mettendo questo ragazzo), a cui farà seguito però un periodo di grandi difficoltà dentro e fuori dal campo (fu multato per un tweet scherzoso ma omofobo nei confronti del connazionale Josè Enrique), coinciso con la sua lenta ma inesorabili scomparsa dalla prima squadra dopo gli acquisti nel gennaio 2013 di Coutinho e Sturridge.
L'UOMO DI RAFA BENITEZ - L'anno dopo va in prestito in Liga all'Almeria, con cui disputa 33 partite e mette a referto 3 reti e 9 assist, contribuendo sensibilmente ad evitare la retrocessione in Segunda Division. Ha fatto ritorno al Liverpool questa estate, prendendo parte alla tournèe negli Usa e andando a segno per il definitivo 2-0 in Guinness Cup proprio contro il Milan, che ha preso nota della sua situazione contrattuale (è in scadenza l'anno prossimo) e della disponibilità del Liverpool a farlo partire subito. Il ragazzo di Cadice, che nel 2009 ha scartato il Real Madrid ("Era fatta, ero già d'accordo su tutto", ha detto) e il Barcellona per cedere alle lusinghe di Benitez durante la sua permanenza nel Merseyside, è il classico attaccante esterno spagnolo di qualità, abile nel saltare l'avversario e a fraseggiare con i compagni. Mancino puro, gioca indistintamente a destra e sinistra e all'occorrenza può fare anche la mezzala in un centrocampo a tre (il suo stile di gioco è molto simile a quello di David Silva). Grande carisma ed esperienza internazionale (ha fatto parte di tutte le selezioni giovanili spagnolo, è stato capitano della Roja nell'ultimo Mondiale Under 20), è stato prenotato per la prossima stagione quando arriverebbe da svincolato ma, alla luce dei buoni rapporti col Liverpool dopo l'affare Balotelli, il suo arrivo può essere anticipato al prossimo gennaio con un piccolo indennizzo, alla luce dell'addio di Honda per la Coppa d'Asia, che priverà Inzaghi dell'unico esterno mancino in rosa che possa giocare a destra.