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La campagna di rafforzamento del Milan si è chiusa con i botti Matri e Kakà, ma non ha regalato a Massimiliano Allegri i puntelli che sarebbero stati necessari in difesa e a centrocampo. I rossoneri non hanno ritenuto necessario fare un investimento per un giocatore del calibro di Christian Eriksen (21), pagato dal Tottenham solo 8 milioni di euro, e non è bastato l'ultimo tentativo col Cagliari per arrivare ad Astori. Circolano indiscrezioni non confermate circa un'offerta last minute del Milan per un prestito oneroso con obbligo morale di riscatto fissato a 8 milioni di euro per la metà, che Cellino avrebbe gentilmente declinato.

E così sono arrivati due giocatori che accrescono ulteriormente il potenziale offensivo della squadra e suonano come un messaggio molto chiaro ad Allegri. Quest'anno si gioca col 4-3-1-2 e Berlusconi, il vero ispiratore di queste operazioni di mercato, ha messo a disposizione del livornese i giocatori giusti per il cambio di modulo. Con buona pace di El Shaarawy, costretto a reinventarsi seconda punta per non perdere terreno nelle gerarchie del suo tecnico e la possibilità di partecipare al prossimo Mondiale con la Nazionale. Lo stesso Allegri viene messo con le spalle al muro da parte del suo presidente: a lui il compito di far girare un tridente potenzialmente esplosivo come quello composto da Kakà-Matri-Balotelli e provare a convincere il numero 1 rossonero a rinnovargli fiducia e contratto in scadenza il prossimo 30 giugno 2014.