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Valore aggiunto, riserva o mistero? È ancora difficile etichettare il ruolo di Samu Castillejo all'interno del Milan. Un anno e mezzo dopo l'arrivo a Milano, lo spagnolo è ancora un ibrido che fatica a fare il salto di qualità utile per conquistarsi una maglia da titolare. Sono state complessivamente 8, in campionato, le volte in cui l'anno scorso è partito dal primo minuto. Quest'anno il conto è fermo a quattro, ma con diversi asterischi. Le due gare con maggior minutaggio, infatti, sono quelle con Udinese e Brescia alla prima e seconda di campionato. C'era Giampaolo, si giocava con il 4-3-1-2 e Samu veniva schierato come seconda punta. 

ZERO SPAZIO - Oggi, invece, tutto è cambiato. In panchina siede Pioli e in campo è disposto un 4-3-3 di gattusiana memoria. Sin qui, complice l'infortunio al bicipite femorale, sono stati solo 103 i minuti in campo con il nuovo tecnico, che - nelle ultime tre sfide - lo ha utilizzato con il contagocce (zero minuti a Parma, cinque a Bologna e altrettanti contro il Sassuolo). Nonostante lo scarso rendimento di Suso, dunque, Castillejo non riesce a ritagliarsi quello spazio che vorrebbe. Non lo aiutano, di certo, gli oltre 20 milioni spesi (all'interno dell'operazione Bacca) nell'estate del 2018 per strapparlo al Villarreal.

FUTURO DECISO - Già, il Villarreal. Amori che fanno giri immensi e poi ritornano. Il mantra di Galliani si sposa alla perfezione con la situazione di Samu, accostato diverse volte al possibile ritorno in Spagna. Secondo quanto risulta, tuttavia, il giocatore - tramite il suo agente - ha informato il Milan di non voler partire a gennaio. Il discorso è rimandato all'estate, quando i rossoneri si troveranno probabilmente di fronte ad una nuova rivoluzione per gli esterni d'attacco