Ci siamo. E' il giorno della verità in casa Milan e a Casa Milan. Alle 9.30 è prevista, presso la sede rossonera, l'Assemblea dei soci nella quale si farà chiarezza sul futuro: atteso un comunicato ufficiale con il quale si proverà a rendere meno nuboloso un futuro pieno di incertezze. Dai tifosi rossoneri ai membri della società, tutti aspettano. Lo ha dichiarato anche il direttore sportivo del Milan, Rocco Maiorino: "Bisogna aspettare venerdì per capire il futuro societario per come muoversi". Ma cosa succederà? 

DAL RINVIO A... BERLUSCONI - La Sino Europe Sports ha chiesto un nuovo slittamento, previo il pagamento di una terza caparra da 100 milioni di euro da versare nelle casse della controllante del club rossonero entro e non oltre il prossimo 10 marzo, con l'acquisizione della società tra il 31 marzo e il 7 aprile. Un altro mese di attesa, quindi, per Berlusconi e Fininvest, i quali, però, secondo repubblica.it, non sono disposti ad andare oltre una settimana d'attesa. Niente mese di proproga, forti di una caparra da 200 milioni di euro. Oggi la verità verrà a galla, e non sono esclusi colpi di scena. Quali? Bastano un nome e un cognome, Silvio Berlusconi: e se dopo rinvii, slittamenti, caparre versate, date annunciate e poi cancellate, dietrofront improvvisi, il Milan dovesse rimanere nelle mani dell'attuale proprietario? 

YONGHONG LI - Intanto in Cina emergono sospetti preoccupanti su Yonghong Li. Il Shanghai Zhengquan (quotidiano finanziario fondato nel 1991 di proprietà della Xinhua, agenzia di Stato e colosso dell'informazione) lo scorso 23 novembre riporta un profilo del "misterioso compratore del Milan". E il quadro che ne emerge è tutt'altro che rassicurante. Yonghong Li alla fine degli anni '90 è stato al centro di una colossale truffa ai danni di 18 mila risparmiatori che pensavano di investire nell'"economia del futuro" (agricoltura sostenibile) e invece hanno visto dissolversi tutti i loro soldi: un totale di 800 milioni di yuan (circa 100 milioni di euro). La società coinvolta, la 'Sanda Zhuangyuan' aveva come amministratori Yonghong Li, il padre, Naizhi Li, e i fratelli, Hongqiang Li e Yongfei Li. Per la cronaca, i due fratelli di Yonghong sarebbero latitanti dal 2004 dopo una condanna al carcere per truffa. Altre cronache (fonte Xinhua) riportano come una società legata sempre a Yonghong Li, la Long Gu International, abbia inscenato, nel maggio 2015 a Canton, la firma di un memorandum di intesa tra Thailandia e Cina per realizzare un canale artificiale del valore di 85 miliardi di dollari. Entrambi i governi hanno smentito ufficialmente dopo pochi giorni. Come si chiede alla fine del suo dettagliato pezzo il reporter dello Shanghai Zhengquan: "Che futuro può offrire al Milan un personaggio così?".