Per la prima volta il Milan di Gattuso è sceso in campo con l’obbligo di vincere e ce l’ha fatta. Una dolce condanna che era un’abitudine per le squadre di Sacchi, Capello, Ancelotti e anche Allegri. Una cosa inconsueta per le ultime sconclusionate versioni del Milan. Puntualmente si arrivava a gennaio con l’obiettivo Champions League ampiamente svanito e dunque non si giocavano partite da 3 punti a tutti i costi. Quest’anno invece è diverso, il Milan è tornato a correre per un obiettivo concreto, anzi in questo momento si trova in posizione di vantaggio, esiguo ma pur sempre vantaggio. Dopo i risultati delle 3 concorrenti per il quarto posto e la vittoria esterna dell’Inter terza, una settimana prima della sfida di Bergamo, i rossoneri non potevano che centrare la vittoria contro il Cagliari. L’impresa non era ardua. ma la squadra di Gattuso l’ha raggiunta in scioltezza. 

Le condizioni psicofisiche sono ideali, il feeling con San Siro è tornato al top e soprattutto i due acquisti di gennaio hanno portato qualità ed entusiasmo persino inaspettati. Non a caso sono proprio di Paquetá e Piatek i gol che stendono il Cagliari, la cui serata milanese era cominciata male grazie all’autogol di Ceppitelli. Il polacco ha fatto la sua partita e il suo solito gol, il brasiliano invece ha fornito la sua miglior prestazione italiana ed è salito in cattedra dimostrando di sapere prendere in mano la squadra. Ancora complimenti a Leonardo che ha centrato un altro colpo a tinte verdeoro. 

Le prospettive Champions del Milan passano indubbiamente dalla prossima sfida contro l’Atalanta, ma l’ennesima partita senza incassare gol conferisce alla difesa rossonera una sicurezza mai vista. Di solito quando una squadra palesa questa imperforabilità nel periodo clou della stagione, poi alla fine riesce a raggiungere l’obiettivo. Tutte queste partite senza prendere gol sono merito di un’ottima fase difensiva dell’intera squadra, ma anche e soprattutto del livello eccelso raggiunto e mantenuto da Gigio Donnarumma. Le due parate su Joao Pedro di ieri si aggiungono alla collana di perle collezionate finora da inizio stagione. 

In un meccanismo che ha trovato i suoi equilibri, la prossima questione che deve prendere in mano Gattuso consiste sicuramente nel reinserimento di Biglia nell’undici titolare. Il suo posto l’ha preso con grande merito Bakayoko e sarebbe un peccato metterlo fuori. Dall’altra parte non avrebbe senso rinunciare alle geometrie e alla regia dell’argentino. La soluzione da adottare è semplice: possono e devono giocare insieme in un centrocampo a due. Considerando intoccabili Paquetá come mezzala e Suso come ala, rimane una sola maglia per due giocatori. Hanno caratteristiche molto diverse, ma nessuno dei due è imprescindibile per questo Milan. Si tratta di Kessié e Calhanoglu. Nessuno dei due dovrebbe più essere titolare inamovibile. Gattuso dovrebbe sceglierne uno ogni volta a seconda dell’avversario e del momento della partita. A partire da Bergamo.