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A Verona con ogni probabilità tornerà Theo Hernandez. Ben venga. Ottimo terzino, che ha già messo in mostra le sue qualità. Ma, per piacere, non iniziamo ad attaccarci ai singoli e alle assenze. Non intraprendiamo la strada del “Quest’anno siamo arrivati sesti perché ci è mancato Conti”. Lasciamo ambientare e crescere Theo Hernandez con la squadra e per la squadra. Lui, come tutti gli altri nuovi arrivati.

A questo proposito vorrei incentrare il focus di questo approfondimento su Leao. Giovane promessa, che ha ben fatto in Ligue 1, arriva a una cifra ragionevole, ma risulta essere l’acquisto economicamente più importante dell’estate rossonera. Di mestiere fa la seconda punta, non esattamente un goleador, ma attaccante di ruolo. Viene preso, si dice, per affiancare Piatek nel 4-3-1-2 studiato da Giampaolo per tutta l’estate. Peccato, che dopo la prima partita il modulo con due punte sia finito in soffitta a beneficio del ritorno al 4-3-3 di gattusiana e montelliana memoria, l’unico in grado di sopportare la presenza di Suso. Non a caso è stato preso Rebic, classico esterno per il 4-3-3 proprio sul fotofinish del mercato.

La domanda pertanto sorge spontanea: e adesso Leao? In teoria potrebbe fare solo il vice-Piatek e alternarsi con il polacco nel ruolo di centravanti. I trombettieri di corte ci racconteranno che Leao è giovane e versatile e che in realtà è stato preso per fare l’esterno. Ci racconteranno che Giampaolo lo vede benissimo come esterno del 4-3-3. La verità è che quando è stato preso si pensava di giocare con due punte e invece dopo i primi 90 minuti di campionato si è cambiato modulo. Non sappiamo come sarà la stagione di Leao che personalmente mi piace molto. Ma sappiamo che, giovane, al suo impatto con il campionato italiano, tra le tante difficoltà avrà quella di doversi adattare a un ruolo che non è il suo. Con la speranza che riesca a farlo e riesca a rendere come esterno del 4-3-3. In alternativa trascorrerà molto tempo in panchina. E potrebbe essere un peccato.