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Quello che conta è il risultato e il risultato dice che il Milan ha battuto 2-0 il Frosinone. Terza vittoria consecutiva dopo il 2-1 al Bologna e l’1-0 alla Fiorentina, per continuare a sperare nel ritorno in Champions League, ma intanto con la certezza di partecipare, come minimo, all’Europa League. Quello che non dice il risultato, invece, è la fatica con cui i rossoneri si sbarazzano di una squadra già retrocessa, perché il primo tempo si chiude sullo 0-0 e soprattutto perché, all’inizio della ripresa, Donnarumma para il rigore che poteva cambiare la partita. E’ questa la classica svolta, che però non deve far passare in secondo piano i limiti del Milan che dovrà essere profondamente ritoccato nella prossima stagione perché così farebbe poca strada nella futura avventura europea, a maggior ragione se fosse in Champions.         

NINNA NANNA - Con Abate a destra, in linea con i titolari Musacchio, Romagnoli e Rodriduez, Gattuso schiera il solito Milan in cui manca soltanto lo squalificato Paquetà. E quindi nel confermatissimo 4-3-3 ecco il trio Kessie-Bakayoko-Calhanoglu in mezzo al campo con il tridente Suso-Piatek-Borini in attacco. Con tutto il rispetto per il già retrocesso Frosinone, questo Milan basta e avanza per non soffrire troppo e invece la caccia ai tre punti per sognare di arrivare in Champions si rivela più difficile del previsto. Merito della squadra di Baroni che gioca come se dovesse ancora salvarsi e non scende in campo rassegnata. Ma soprattutto demerito della squadra di Gattuso, che conferma una volta di più i propri limiti tecnici e atletici. La conclusione di Suso, parata da Bardi dopo appena 4’, sembra l’inizio di un tiro al bersaglio e invece si rivela l’unico tiro nello specchio della porta dei rossoneri in tutto il primo tempo. Lento, senza fantasia, con troppi errori nei passaggi e nei controlli, il Milan senza gioco assomiglia a una ninna che favorisce il sonno, mentre il Frosinone quando riparte dà la sensazione di essere pericoloso. Mai come stavolta, così, si sente la mancanza di Paquetà, l’unico giocatore di classe a disposizione di Gattuso. 

FISCHI MERITATI - Inutile attendersi invenzioni da Kessie e Bakayoko, che tra l’altro sbaglia la conclusione in corsa al 30’, oppure una punizione vincente dal presunto specialista Calhanoglu che calcia sulla barriera invece di aggirarla. E così Piatek rimane ancora una volta isolato senza alcun rifornimento perché Suso crossa tanto ma non sempre bene mentre Borini è più portato al tiro. In questo deserto di idee e di occasioni ci vorrebbe la grinta di Cutrone per aiutare Piatek dentro e fuori l’area, ma Gattuso non ne vuol sapere di schierare due punte e a fine primo tempo deve incassare come tutta la squadra i meritati fischi dei 50mila tifosi delusi per il non gioco, prima ancora che per il risultato.

GIGIO SALVA - L’intervallo non serve a scuotere il Milan che anzi dopo 3’ rischia grosso, quando Abate atterra Paganini e l’arbitro concede il rigore, confermato dall’intervento del Var. Ciano ha la grande occasione per segnare, ma Donnarumma si tuffa sulla sinistra e devia il pallone, salvando il Milan nel momento più difficile. Lo spavento convince Gattuso a rilanciare Cutrone al posto di Bakayoko, a dimostrazione del fatto che non è vietato giocare con due punte. E guarda caso appena entra Cutrone il Milan segna, anche se il merito dell’azione decisiva è di Borini che si muove bene sulla sinistra e cerca il tiro, deviato, sul quale si avventa Piatek con l’istinto del grande opportunista capace di sfruttare la minima occasione, senza nemmeno essere smarcato. Baroni non ci sta e prova a giocare la carta Dionisi al posto di Trotta, ma l’ultimo arrivato non fa in tempo a toccare il primo pallone che il Milan raddoppia. E stavolta è un gol voluto e bellissimo, perché Suso trasforma alla perfezione la punizione del 2-0 che tocca la traversa e batte l’incolpevole Bardi. 

LACRIME E APPLAUSI - A questo punto la vittoria è al sicuro e allora Gattuso può dare spazio a Castillejo al posto di Piatek e soprattutto a Conti che favorisce l’uscita di Abate al suo addio al Milan. Una staffetta commovente perché l’ex capitano piange mentre riceve gli abbracci dei compagni e gli applausi di tutti i tifosi per i suoi dieci anni da grande professionista. E allora, mentre Donnarumma nega il gol della consolazione a Valzania confermando di essere in gran forma, il pensiero corre a Montolivo, altro ex capitano e fedelissimo rossonero, l’unico di tutta la “rosa” al quale Gattuso non ha concesso nemmeno un minuto in tutta la stagione. Una mancanza di sensibilità e di riconoscenza che non fa onore a un uomo di cuore come lui. Ma evidentemente per Gattuso, come per i tifosi, conta soltanto il risultato, che bene o male premia questo penultimo Milan della stagione.  



IL TABELLINO

Milan-Frosinone (primo tempo)

Marcatori: 
12' st Piatek (Mil), 20' st Suso (Mi)

Assist: 12' st Borini (Mi)

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate (dal 39' st Conti), Musacchio, Romagnoli, Rodríguez; Kessié, Bakayoko (dal 6' st Cutrone), Çalhanoglu; Suso, Piatek (Dal 35' st Castillejo), Borini. A disp.: Reina, A. Donnarumma, José Mauri, Castillejo, Conti, Zapata, Biglia, Cutrone, Laxalt. All. Gattuso

FROSINONE (3-5-2): Bardi; Goldaniga, Ariaudo, Brighenti; Zampano, Paganini, Maiello, Sammarco, Beghetto (dal 29' st Valzania); Trotta (dal 20' st Dionisi), Ciano (dal 32 st Ciofani). A disp.: Iacobucci, Ghiglione, Molinaro, Simic, Ciofani, Errico, Valzania, Dionisi, Cassata, Capuano, Kranjc, Pinamonti. All. Baroni

Ammoniti: 5' st Abate (Mil)