Laxalt sarà il nono giocatore di nazionalità uruguaiana a indossare la maglia del Milan. L'obiettivo sarà sicuramente quello di fare molto meglio rispetto alle ultime meteore che rispondevano ai nomi di Cardacio e Viudez. Diego torna a Milano (era stato portato in Italia dall'Inter nel 2013) da giocatore maturo e con il desiderio di misurarsi in un club dal grande prestigio internazionale.
 
TRA IL PRESSING RUSSO E DE LAURENTIIS - Il buon Mondiale disputato con l'Uruguay lo aveva reso, ancora di più, un uomo mercato. Il mese di luglio è stato caratterizzato prima dai contatti con Lazio e Napoli non andati a buon fine. Chi invece è stato veramente vicinissimo alla chiusura con il Genoa è stato lo Zenit. Un'offerta complessiva da 14 milioni tra parte fissa e bonus, la fiducia del club russo si era fatta altissima.
Per Diego però non era ancora arrivato il momento di lasciare una nazione, l'Italia, alla quale è molto legato e dove si trova bene. L'unica alternativa possibile poteva essere rappresentata dal fascino della Premier League  con il West Ham che aveva fatto più di un sondaggio con gli agenti. 
 
OCCASIONE MILAN - Una chiamata può cambiare la vita. Lo sa bene Laxalt che ci ha messo cinque minuti a dire di sì al Diavolo. Prima il blitz a sorpresa del dg genoano Perinetti a casa Milan, Leonardo fiuta l'affare e l'operazione viene conclusa nel giro di 48 ore. Per la felicità di Diego che al suo procuratore aveva ripetuto più volte in quei momenti: 'Voglio solo il Milan, non ascoltiamo più nessuno diverso da loro'. Una voglia matta subito accontentata, Gattuso potrà contare su un jolly di sicuro affidamento.