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Devastante, ma decisamente discontinuo. Bastano poche parole per descrivere Rafael Leao, in questo momento la fotografia dell'attacco del Milan. Quest'anno il portoghese ha fatto il salto di qualità, in termini di prestazioni e soprattutto di numeri (11 gol e 6 assist in 29 presenze tra campionato e coppe) ma è ben lontano da essere un leader e un trascinatore. Questione di esperienza (festeggerà 23 anni il prossimo giugno) e soprattutto di capacità di restare dentro la partita, aspetto sul quale Leao deve crescere e migliorare. Il talento non si discute, sotto accusa è finita ancora una volta la sua scarsa capacità a gestire momenti, forze e giocate. 

DIPENDENZA - Un aiuto l'ex attaccante di Sporting Lisbona e Lille potrebbe averlo da Pioli, che senza Ibra gli ha consegnato le chiavi dell'attacco, finendo però per creare una Leao-dipendenza. Alt, di certo non è sbagliato dare il pallone a chi sta bene a chi è in forma, a chi può fare la differenza, ma per raggiungere gli obiettivi prefissati il Milan deve variare le soluzioni offensive o rischia di diventare prevedibile e leggibile. Per questo serve un piano B, per trovare altre frecce nell'arco. Per rilanciare il trequartista, fondamentale nelle dinamiche di gioco, e per mettere Giroud nelle condizioni di fare gol. I momenti difficili che stanno attraversando Brahim, Rebic e Saelemaekers non aiutano, ma è necessario trovare delle alternative: così Leao rischia di essere spremuto, il Milan, sul lungo periodo, di perdere una risorsa importante.