63
Roma, Lazio, Juve e in mezzo la Spal. Sono tutti preoccupatissimi dal calendario che attende il Milan nelle prossime partite. Io stavolta vado in controtendenza e sono fiducioso. Molto. Intendiamoci: se l’aria fosse ancora quella del Milan sotto la gestione Giampaolo avremmo assistito a veri e propri massacri sportivi. Un po’ come era stato il derby contro l’Inter. Non c’è nulla di peggio di una squadra insicura di quello che fa, con un allenatore che non ha la fiducia della società e che si sforza di proporre un calcio d’attacco, propositivo, fatto di palleggio e presunzione. Il tutto senza avere leader in campo ed equilibri di squadra e di spogliatoio. Con il Lecce, risultato e “braccino” finale a parte, abbiamo visto uno spirito diverso. Il Milan ha dato la parvenza di essere una squadra, cosa che non aveva mai fatto nemmeno nelle vittorie contro Brescia, Verona e Genoa. 

Sicuramente Pioli è un allenatore con meno fronzoli e meno filosofia. Poche idee, ma chiare. Pochi compiti, ma precisi. Con i giocatori più o meno tutti nel loro ruolo. Se riesce a restituire a questa squadra un po’ di umiltà e voglia di soffrire, allora Roma, Lazio e Juve non avranno vita facilissima. Attenzione, non sto dicendo che il Milan farà 9 punti in queste 3 partite, ma sono convinto che  non ne farà nemmeno zero. I 3 avversari sono tutti più forti e meglio organizzati, ma se il Milan riesce a fare partite di sofferenza e contenimento, allora può li mettere davvero in difficoltà. A partire soprattutto dalla sfida di domenica all’Olimpico. Guarda caso il Milan di Gattuso due anni fa e l’anno scorso aveva trovato lo spirito giusto proprio nelle trasferte romane, quando era in assoluta emergenza. La squadra si era compattata nelle difficoltà e aveva fatto punti insperati. Pioli deve riuscire a riprodurre lo stesso meccanismo, che è innanzitutto mentale e poi tattico. Oltretutto, giocando un po’ più raccolto il Milan ha la possibilità finalmente di lanciare negli spazi Piatek e quindi di metterlo nelle migliori condizioni per colpire. Ora si è anche sbloccato quindi psicologicamente dovrebbe essere tutto più naturale. Per questo motivo sono sicuro che domenica a Roma il Milan farà bene e, mi sbilancio, non perderà. 

A proposito di “perdite” non possiamo chiudere gli occhi sui 30 milioni di ricavi in meno nell’ultimo triennio di bilanci, quelli dai “cinesi” in poi. Purtroppo questa è l’onda lunga di un impianto dirigenziale che nel Milan si è deteriorato anno dopo anno. Sui ricavi extra-sportivi il Milan era stato pioniere in Italia e in Europa. A livello di marketing, con la scuola di Fininvest, il Milan era leader in campo nazionale ed internazionale. Non a caso la responsabile marketing dell’ultimo Milan leader italiano dei fatturati è andata ad insegnare il mestiere in casa del Bayern Monaco. Dopo di lei è arrivato il finlandese Jaap Kalma e da lì in poi è iniziato il progressivo tracollo che ha trovato nella gestione Fassone il suo apice. E pensare che era stata costituita una società proprio per convogliare i milioni provenienti dai mercati asiatici…