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Sono passati quasi dieci anni da quando - in un momento non iniziale del campionato, tipo prima o seconda giornata - Milan e Inter avevano occupato per l’ultima volta le prime due posizioni della classifica. Era il 22 maggio del 2011, si era appena giocato l’ultimo turno di Serie A, i rossoneri (con Allegri in panchina e Ibrahimovic in campo) festeggiavano lo scudetto davanti ai nerazzurri staccati di 6 punti (nonostante il cambio di allenatore Benitez-Leonardo e una squadra che aveva appena conquistato il triplete). La Juve? Mestamente settima, con conseguente allontanamento a fine stagione di Delneri. Pioli all’epoca guidava il Chievo e sarebbe andato (per un paio di mesi) al Palermo del mangia-allenatori Zamparini; Conte stava vincendo il campionato di B con il Siena. Di lì a qualche giorno Antonio si sarebbe trasferito proprio a Torino, sulla panchina della Juve, cambiando la storia.

A distanza di tanto tempo, Milan e Inter si sono impossessate di nuovo del campionato. Certo, non è l’ultima giornata e questo naturalmente fa la differenza, ma già il fatto che siano entrambe là davanti è un segnale di rinascita del calcio milanese e di ribellione al dominio totale della Juve. Resisteranno? Riusciranno davvero a soppiantare i bianconeri dopo 9 scudetti di fila? Domande che oggi non possono avere risposte sicure, è ovvio. Ci sono però indicazioni, situazioni, sensazioni.

Il Milan sembra entrato in un mondo magico. Non perde mai, vince spesso e ci riesce anche senza il suo re e trascinatore, Ibra. Pensavamo fosse destinato a calare di rendimento, invece va avanti e ora è lanciato in una fuga alla quale molti danno poco peso, invece ha un significato importante perché marca una differenza che al momento esiste tra la squadra di Pioli e le altre. Se qualcuno continua a sottovalutare quello che sta combinando il Milan, rischia di svegliarsi quando ormai è tardi. Quanto all’Inter, aveva ambizioni differenti e più elevate, anche in virtù di investimenti superiori, non a caso era considerata la grande sfidante della Juve. Nessuna sorpresa, insomma, nel vederla lassù in campionato, semmai lo stupore è grande per le difficoltà che ha incontrato in Champions.
Indicazioni, situazioni, sensazioni: stavolta Milano può davvero far cadere il regno della Juve. Dopo nove anni, quasi dieci, ha di nuovo occupato la vetta della classifica. Per rimanerci.

@steagresti