Un altro passaggio formale verso il nuovo assetto societario del Milan dopo l'avvicendamento tra Yonghong Li e il fondo Elliott. Nel pomeriggio di oggi, per le 16.30 circa, è convocato un consiglio di amministrazione che avrà come primo compito quello di chiamare l'assemblea per il prossimo 21 luglio, in occasione della quale sarà ratificata la sostituzione dei 4 consiglieri di nomina cinese con altrettanti in orbita statunitense e l'elezione del nuovo presidente. Sulla carta, si preannuncia dunque un appuntamento dai tempi molto ristretti, ma secondo alcune indiscrezioni rilanciate da La Gazzetta dello Sport non è da escludere che i consiglieri facenti riferimento a mr Li decidano di rassegnare le proprie dimissioni facendo così decadere l'intero consiglio.

BUDGET PER IL MERCATO - Uno scenario che, secondo quanto appreso da calciomercato.com, non stravolgerebbe, almeno nell'immediato, l'organigramma societario del Milan, con l'ad Marco Fassone (ieri a Londra per incontrare i manager di Elliott) e il ds Massimiliano Mirabelli congelati almeno fino al termine della finestra di mercato. Un mercato che, al netto di alcuni cessioni per salvaguardare i conti del club, potrebbe contare su un nuovo gettito da 35-50 milioni di euro della proprietà appena insediatasi. I primi 50 garantiti nel comunicato con cui il fondo di Paul Singer annunciava la sua "discesa in campo" serviranno infatti per la copertura degli anticipi, per esempio le rate dei pagamenti dei calciatori ingaggiati nella passata stagione.

TUTTI AL TAS - Altro fronte caldissimo è quello relativo alla partecipazione o meno dei rossoneri alla prossima Europa League dopo la bocciatura dell'Adjudicatory Chamber della Uefa. Il ricorso presentato al Tas di Losanna sarà discusso il prossimo 19 luglio e in questa sede Elliott, forte di una solidità finanziaria ben diversa da quella di Yonghong Li, cercherà di dimostrare la presenza di una continuità aziendale per ribaltare la sentenza di Nyon o indurre addirittura la Uefa a rinunciare al giudizio per poi trovare un accordo affinchè il Milan possa tornare in Europa e contemporaneamente rispettare i paletti del Fair Play Finanziario.