45
Grande speranza, oggetto misterioso, rivelazione e ora nuovamente un rebus: Rafael Leao è sempre più un equivoco nel Milan di Stefano Pioli. Dopo le prime due uscite da titolare contro Lecce e Roma, il portoghese ha gradualmente perso terreno: nessun'altra gara dal primo minuto e due interi match guardati dalla panchina, contro la Spal e nell'ultimo turno contro il Bologna.

SENZA RUOLO - Perso spazio, ma soprattutto Leao ha perso una collocazione tattica definita con il cambio di modulo e l'abbandono delle due punte di Giampaolo: non ancora definito come punta centrale da alternare a Piatek, poco 'disciplinato' tatticamente per fare l'ala nel 4-3-3. Indicazioni queste implicitamente confermate anche dallo stesso Pioli in conferenza stampa alla vigilia della gara con il Sassuolo: "Non ho mai detto che sia un attaccante centrale. E' stato preso perché ha un potenziale importantissimo e perché inizialmente il Milan doveva giocare con le due punte. Poi può fare qualsiasi cosa, lui sta lavorando per ampliare il suo bagaglio tecnico e ha bisogno di tempo per migliorare". Necessario lavorare dunque per affinare le qualità di Leao e definire una collocazione tattica per lui, con un concetto chiave ribadito dal tecnico rossonero: serve tempo.

L'IDEA DI BOBAN - Un concetto che va quasi a cozzare con l'avvicinamento del mercato di gennaio e le dichiarate intenzioni del Milan di rinforzare in reparto, con una figura ingombrante come Ibrahimovic in cima alla lista dei desideri. I progressi a rilento di Leao e le difficoltà dell'ex Lille nell'adattarsi al nuovo sistema di gioco potrebbero suggerire una sua partenza, magari in prestito, per permettergli di trovare continuità altrove e fare al contempo spazio per lo svedese. Non sono questi, però, i piani di Zvonimir Boban: Leao non si muove a gennaio. Il dirigente croato non ha cambiato la propria idea sulla gestione del portoghese, sul quale dirigenza e proprietà credono molto sia per il presente e per il futuro, l'intenzione dei rossoneri resta quella di trattenere l'attaccante in rosa per consentirgli di proseguire il lavoro di adattamento al calcio italiano a Milanello, agli ordini di Pioli. Dietro questa decisione anche una diversa visione tra il tecnico e Boban, che invece in Leao vede le caratteristiche adatte per giocare anche da prima punta unica in un tridente: mobile e meno ancorato al centro dell'area di rigore; per fare un esempio pratico (seppur con le dovute proporzioni), movimenti simili a quelli utilizzati da Mbappé quando impiegato da nove. Serve tempo per capire quale visione prenderà corpo, se il portoghese si indirizzerà più verso il ruolo di punta o esterno, intanto Milan e Pioli sono al lavoro: Leao è un equivoco da risolvere.

@Albri_Fede90