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Da ormai almeno sette anni il Genoa è ufficialmente in vendita. 
La volontà dell'attuale numero uno rossoblù Enrico Preziosi di cedere la mano è stata ribadita pubblicamente più volte anche dal diretto interessato. Ma ad oggi, in concreto, non è cambiato nulla. 

Tra le molte trattative, vere o presunte, ventilate nel passato più o meno recente c'è anche quella che nel 2017 vide accostato al club più antico d'Italia nientemeno che Silvio Berlusconi, amico intimo di Preziosi, che da pochi mesi aveva definitivamente chiuso la sua trentennale parentesi al Milan. Un'operazione che sfociò in un nulla di fatto ma che, effettivamente, ebbe delle basi concrete.
In un editoriale comparso questa mattina sul quotidiano Libero, il suo direttore Vittorio Feltri ha rivelato come a provare a convincere il Cavaliere ad investire nel Grifone fu il medico personale di entrambi Alberto Zangrillo: "Zangrillo è il mio dottore, è il primario di anestesia e rianimazione del San Raffaele ma è anche genovese e devoto tifoso del Genoa, quando si tratta del Grifone non dice di no agli inviti delle tivù locali e una volta ha pure cercato di fare calciomercato. Era il 2017, Silvio Berlusconi aveva appena venduto il Milan e Enrico Preziosi stava cercando acquirenti per la società rossoblù. Trapelò la notizia che Zangrillo (per i pochi che non lo sanno medico di estrema fiducia dell'ex presidente del Consiglio) stesse tentando di convincere Berlusconi a comprare il Genoa. Fu assaltato dai giornali e ammise che ci stava lavorando perché "sui genovesi la storia degli ultimi anni dimostra che non è il caso di farci affidamento".

Malgrado l'opera di persuasione tentata dal suo medico personale, alla fine l'ex Presidente del Consiglio preferì non affondare il colpo: "Berlusconi non si convinse - ha proseguito Feltri - e non ho tracce che al tempo i genovesi si siano impermaliti per le parole di Zangrillo".