in occasione del 115° anniversario del Milan parla Adriano Galliani, ai microfoni di Milan Channel: "Noi tifosi rossoneri siamo fortunati per aver visto uno dei calci migliori. Real Madrid fine anni '50, l'Ajax degli anni '70, il Milan dopo la fine degli anni '80 e il Barcellona di Guardiola sono le quattro squadre che per me hanno fatto la storia del calcio".

SU BERLUSCONI - "Credo ci siano tre grandi momenti del Milan di Berlusconi: la vittoria della squadra di Sacchi delle due Coppe dei Campioni consecutive, impresa che non è più riuscita a nessuno, poi il grande periodo di Capello con tre finali di Coppa dei Campioni e poi le stagioni con Ancelotti in panchina, con il quale abbiamo vinto la Champions League nel 2003 e nel 2007. E' qualcosa di incredibile, questi tre allenatori ci hanno portati tutti in vetta al mondo".

SU INZAGHI - "E' fantastico, si applica in modo pazzesco e sarà un grande tecnico. E' l'esempio che con la forza di volontà e la determinazione si può ottenere tutto. E' diventato un giocatore stellare grazie alla sua applicazione e alla sua voglia e intelligenza. Credo che farà bene l'allenatore perché lavora giorno e notte e studia tutti gli avversari nei dettagli. Ha una conoscenza incredibile, lui ha segnato tanti gol perché sapeva i punti deboli dei suoi avversari. Ronaldo il Fenomeno era il contrario di Pippo, così come Ronaldinho. Mi chiedo spesso cosa potevano fare questi giocatori se avessero avuto l'applicazione di Inzaghi".

SU ANCELOTTI - "Carlo è abbonato alle vittorie, anche se quando arrivò da noi dicevamo che era abbonato ai secondi posti. Mi ricordo bene quando lo abbiamo preso: c'era Terim in panchina, perdiamo a Torino dopo un rigore sbagliato da Inzaghi. Avevo sentito Ancelotti qualche giorno prima per altre cose e mi disse che stava per firmare per il Parma. Finita la partita di Torino, parlo con il presidente e decidemmo di cambiare allenatore e di puntare su Ancelotti, sperando che non avesse già firmato con il Parma. Chiamai subito Carlo che mi disse che il giorno dopo doveva firmare con i gialloblu e così mi presentai la mattina seguente a casa sua per convincerlo ad accettare la nostra proposta. Arriva a Milano e comincia la sua straordinaria avventura con noi. Spero che Inzaghi possa fare come Ancelotti, sono persone diverse, ma credo che anche Pippo abbia imboccato la strada giusta per fare come Carletto. Io sono molto legato soprattutto a due allenatori, cioè Sacchi e Capello, perché hanno sempre il Milan nel cuore. Ancelotti arriva al Milan perché lo ha voluto a tutti i costi Sacchi, che ha convinto il presidente a comprarlo nonostante avesse qualche problema al ginocchio. Era uno degli ultimi giorni di mercato e ottengo il via libera di incontrare Ancelotti. Io arrivo al residence dove dovevo incontrare Ancelotti, chiedo la chiave della camera, salgo e trovo Ancelotti, con il quale chiudo in fretta l'accordo. Mancava però ancora l'intesa con la Roma e Carlo doveva ancora fare le visite con il dottor Monti. Alla fine riuscimmo a fare tutto, prendiamo un aereo privato del presidente e torniamo a Milano per depositare il contratto. Da lì iniziò l'avventura di Ancelotti nel Milan, con il quale ha vinto tanti trofei. Dopo aver smesso di giocare, ha fatto l'assistente di Sacchi in Nazionale e poi inizia la carriera da allenatore. Arrivando al Milan, Carlo ha cambiato la nostra vita, abbiamo ottenuto grandi risultati".

SU CLAUDIO LIPPI: "Si è fatto voler bene da tutti, aveva sempre il sorriso sul volto. Era veramente super, era amato da tutti e mi dispiace molto usare il tempo passato".

SU IBRAHIMOVIC: "Ibra avrebbe potuto finire la carriera con noi, il problema è che nel calcio una volta contavano solo gli introiti da stadio, poi sono arrivati i diritti televisivi, mentre ora sono arrivati quelli che io chiamo 'i proprietari delle materie prime', che hanno una ricchezza che gli europei non hanno e quindi tutto cambia. Ibrahimovic è stato acquistato da un club che ha come proprietario il reale del Qatar. Purtroppo bisogna capire che questa è la realtà, tutti conoscono l'economia italiana e tu non puoi più offrire a un giocatore come Zlatan quello che può dargli un club come il PSG. Le cose negli ultimi anni sono cambiate, purtroppo questa è la realtà".

SUL MONDIALE PER CLUB NEL 2007: "Con quel trofeo siamo diventati il club più titolato al mondo. Credo che nel conteggio dei titoli bisognerebbe pesare le competizioni, perchè vincere la Champions League in Europa è molto più difficile rispetto all'Asia, all'Africa o al Sud America. Confrontarci con club di altri continenti non è giusto, quindi io continuo a ritenere il Milan il club più titolato al mondo".

SUL MERCATO: "Io passo più della metà della mia giornata al telefono a parlare di giocatori con tanta gente. Al momento non è ipotizzabile nessuna cessione o partenza, ma se alle 18 del 2 settembre mi avessero detto che avremmo preso Bonaventura, avrei detto di no. Siamo in tanti per una squadra che non gioca in Coppa, però poi non si sa cosa può succedere. Qualche idea c'è comunque, per esempio Honda andrà via per un po' per la Coppa d'Asia e se il Giappone arriva fino in fondo non lo avremo per tutto gennaio, un mese importante nel quale ci possono essere anche due partite di Coppa Italia. Qualcosa potrebbe anche succedere, oppure no, vedremo. Ci arrivano tante offerte, giocatori anche interessanti che si offrono, ma siamo in tanti, ci vuole pazienza".

SU BONAVENTURA: "E' un giocatore che mi è sempre piaciuto, l'ho ritenuto un ragazzo che meritasse di giocare in una big. Quando era saltata la trattativa per Biabiany, in molti sarebbero andati a casa, ma io dico sempre che il mercato chiude alle 23 e quindi il mio ufficio resta aperto fino alle 23 perchè non si sa mai cosa può succedere. E quella sera è successo qualcosa: la fortuna era che il presidente dell'Atalanta, suo figlio, Marino, Bonaventura e il suo agente fossero in zona e verso le 21.30 sono arrivati a Casa Milan. In pochi minuti abbiamo trovato l'accordo con il club nerazzurro e il giocatore".

SULLA PARTITA CONTRO LA ROMA: "I nostri infortunati sono di più dei loro squalificati, a noi mancherà una difesa intera, visto che non ci saranno Abate, Alex, Rami e De Sciglio. Sono contento della vittoria contro il Napoli, è stato un bel Milan. Abbiamo subito solo un gol nelle ultime tre partite e quindi speriamo di fare bene anche a Roma. A Milanello c'è un bel clima, poi vedremo come andranno le cose. Non mi piace fare pronostici".

SUI TIFOSI: "E' stato bellissimo vedere i loro sorrisi nel giorno del raduno nonostante il Milan dopo tanti anni non si era qualificato in Europa".

SUL RITORNO DI KAKA' AL MILAN: "Ha sempre portato il club rossonero nel proprio cuore. Era una domenica mattina e sono andato a Madrid senza avere appuntamento. Ricky era molto infelice a Madrid in quel periodo, poi è ritornato al Milan e ha ritrovato il sorriso. In tanti come lui non si sono trovati bene in altri club come nel Milan: credo che questa società si sia fatta amare da tutti i suoi giocatori. E questa è una cosa molto bella".