Me la sono gustata la prestazione del Milan a Bergamo.Quanto me la sono gustata. Io e i tanti tifosi rossoneri presenti allo stadio, colpiti dalle folate di pioggia e vento che non li hanno certo fermati nel sostenere i Ragazzi, autori di una grande prova. Contro l’Atalanta, reduce dalla bellissima prova dell’Olimpico, dove ha dominato la Lazio,  la squadra di Gattuso ha messo in campo una grande personalità, un totale spirito di sacrificio, una orgogliosa compattezza, non facili da esprimere dopo la pesantissima sconfitta nella finale di Coppa Italia. Nella disamina di una partita nata complicatissima,  metto in secondo piano gli aspetti tecnici, perché per me sono più importanti le qualità morali di questo gruppo. Un gruppo che ha lottato, per tutta la stagione, contro mille problemi, nati da una preparazione fisica non eccellente, da un'amalgama difficile da trovare subito per i tanti giocatori nuovi in squadra, da una classifica presto deficitaria, dalla logica grande attesa da parte della critica  e dei tifosi dopo la  ricca campagna acquisti.

Il Milan di Gattuso ha compiuto il miracolo, sissignori, il miracolo. E’ approdato in  Europa, con la speranza di conquistare il  sesto posto. Il settimo posto sarebbe nefasto! Giocare nove partite dal 26 luglio al 30 agosto, le sei di qualificazione, le due di campionato più la Supercoppa Italiana contro la Juventus, potrebbe già compromettere la prossima stagione, che deve vedere i rossoneri tornare, senza se e senza ma, in Champions League. L’opinione contraria non merita commenti. Parlavo di miracolo, soprattutto riguardando la classifica del 3 dicembre 2017. Il Milan è in ottava posizione, a quota  21. L’Inter è lontana 18 punti. Davanti  dunque le  solite cinque, poi  la Sampdoria a 26, con i rossoneri a pari punti con Fiorentina e Bologna, un solo punto più di Atalanta, Torino e Chievo. Oggi tutte squadre seminate e lasciate indietro dai Ragazzi di Rino. Chiaro che l’auspicabile sesto posto non può che rappresentare un punto di partenza per tornare  ai livelli gloriosi di uno dei club più prestigiosi al mondo. 
Il giudizio finale sulla stagione lo possiamo stilare solo fra una settimana, ma è innegabile che ,guardando la rosa di un anno fa, il Milan ha una base nettamente superiore. In difesa, prima Vangioni, Paletta e il criticatissimo De Sciglio, oggi Ricardo Rodriguez, Bonucci, Conti e Musacchio. A centrocampo, prima  Pasalic, Kucka, Bertolacci e Mati Fernandez, ora Kessie e Biglia; in attacco, dove pure la squadra ha sofferto tanto, è stato acquistato un grande giocatore come Calhanoglu e può migliorare ancora Cutrone. Nessuno l’estate scorsa avrebbe immaginato le totali difficoltà di Kalinic e Andrè Silva, gli altri due rinforzi comprati  per Lapadula e Bacca. E’ dunque un punto di partenza più solido e promettente. Ora caccia al sesto posto, con buona pace di coloro che, tafazzianamente, ambiscono al settimo. Probabilmente si vogliono già portare avanti con la negatività per la prossima stagione.