La vittoria di Firenze tiene vivo il sogno Champions del Milan e contemporaneamente accresce i rimpianti per i punti buttati via in malo modo negli ultimi due mesi. Ne sarebbe bastato anche solo uno in più per costringere l’Atalanta a vincere a Torino nel giorno della festa juventina. Stante invece questa situazione di classifica ai bergamaschi potrebbe bastare anche solo un pareggio contro i Campioni d’Italia per poi battere all’ultima giornata il Sassuolo. Con la piccola incognita che non si giocherà a Bergamo, ma proprio a Reggio Emilia. In mezzo l’Atalanta dei miracoli ha anche una storica finale di Coppa Italia in casa della Lazio che potrebbe sottrarre preziose energie e avere risvolti psicologici negativi in caso di sconfitta. Al Milan non resta che avere la meglio su Frosinone e Spal e incrociare le dita.

Brutto affidarsi agli altri, soprattutto alla Juve, per provare a conquistare quel quarto posto che di fatto era praticamente acquisito. Ma tant’è. Se non altro nelle ultime due giornate il Milan ha poco da rimproverarsi. A Firenze Gattuso ha ritrovato la squadra compatta che aveva battuto il Bologna, pur cambiando gli interpreti. Ancora irriconoscibile Piatek, la cui involuzione andrà analizzata con calma, i migliori sono stati Suso, finalmente di nuovo trascinatore del Milan, e Donnarumma che ha più volte tenuto in piedi la baracca.

A loro va aggiunto con una menzione speciale Bakayoko, al quale proprio da queste pagine avevamo chiesto una sorta di regalo d’addio. Certo di tornare al Chelsea e ferito dal trattamento di domenica scorsa da parte del mister, avrebbe potuto anche fregarsene e non dare il proprio contributo alla causa. E invece ha risposto alla grande, evitando che Gattuso patisse più del dovuto l’emergenza a centrocampo. Baka ha dimostrato che quando ha la “testa” giusta può essere davvero determinante. Purtroppo diventa difficile spendere una cifra spropositata per un giocatore che non sempre è affidabile e “sul pezzo”. Chi invece non sembra ancora essersi ripreso dal suo down stagionale è Kessie. Urge trovare al più presto per lui una soluzione di mercato, considerando che dalla Spagna sta per rientrare un altro “pacco” (André Silva) che ci aveva regalato la fantasmagorica campagna acquisti del duo Fassone-Mirabelli.

A proposito del confronto con la scorsa stagione, pur essendoci arrabbiati molto per le occasioni gettate via dal Milan di Leonardo e Maldini e pur avendo sottolineato i numerosi errori commessi dalla società, dobbiamo riconoscere che un anno fa eravamo qui a lecccarci le ferite dell’ennesima stagione da dimenticare, molto diversa dalle illusioni estive, mentre quest’anno siamo qui a lottare fino all’ultimo minuto per una qualificazione in Champions che manca da 7 anni. Queste emozioni, il guardare i risultati degli altri, il fare i conti e le congetture, ci fa sentire di nuovo vivi, ci fa sentire di nuovo in lotta per qualcosa di importante.

E anche se dovesse finire male, almeno non avremmo vissuto la solita stagione anonima e inutile. Domenica sera contro il Frosinone San Siro sarà strapieno. E sarà pieno di gente che tifa, spera e sogna. Ecco, il merito di questo Milan, al di la’ di quello che sarà il risultato sportivo, è aver fatto tornare ai milanisti la voglia di sognare. Non è poco. Per cominciare.