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L'ultimo, in ordine di tempo, è stato Marco Giampaolo, che ieri sera ha dovuto riconoscere: "L'Inter ha qualcosa in più sul piano del vissuto, dell'esperienza, di quello che è stato nell'esperienza di giocatori importanti". In precedenza, lo avevano ammesso anche Maldini e Boban. A metà luglio, l'ex capitano aveva dichiarato: "Cerchiamo giocatori giovani, ma anche profili d’esperienza con un profilo più affermato", mentre a fine mercato è stato il turno del croato: "Vanno bene i giovani, però devono essere accompagnati da chi ha esperienza, anzi, forse sarebbe stato un bene avere qualche giocatore esperto in più". Parole e musica, avviso chiaro ad una rosa fatta sì di giovani, ma senza una solida base d'esperienza. 

LACUNA ENORME - Un'esperienza che, in momenti delicati come questo e in gare per cuori forti come il derby, sarebbe senza dubbio manna dal cielo. Individuare nel vissuto dei calciatori l'unico gap tra Inter e Milan, in questo momento, è riduttivo e probabilmente anche sbagliato. Una cosa però è certa: ai rossoneri mancano carisma e leadership, sicurezza e tranquillità. Elementi che spesso nascono proprio da quell'esperienza incarnata, dagli avversari, da gente come Godin, de Vrij, Asamoah, Brozovic o Lukaku. Senza conteggiare presenze e numeri, è sufficiente notare come solamente Calhanoglu, Theo Hernandez, Borini e Biglia vantano risicate presenze in Champions League. Troppe e troppo poco.

GATTUSO E QUELL'AVVISO... - Eppure, il campanello d'allarme l'aveva già lanciato Rino Gattuso. Era lo scorso 25 maggio, alla vigilia dell'ultima e drammatica trasferta di Ferrara che sancì il quinto posto rossonero. "Non c'è molto da fare, bisogna analizzare e capire che calcio si vuole fare. Servono giocatori funzionali. Per il tipo di squadra che è, servono gocatori d'esperienza, che si assumino la responsabilità". Parole vecchie di quattro mesi ma mai così tanto attuali: questo Milan pecca di carisma e leadership. L'estate non ha migliorato la situazione, e l'avvertimento di maggio risuona ora come tremenda verità. Gattuso aveva ragione, ora se ne accorgono tutti.