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Il rinnovo di Pioli, come prevedibile, ha dato il via a tutte le operazioni correlate nell’ottica del mantenimento dello stato attuale dell’assetto tecnico e societario. In pratica tutte quelle operazioni bloccate dall’imminente arrivo di Rangnick, tutte quellle operazioni che il progetto dei “tedeschi” non avrebbe avallato. In quest’ottica “conservativa” è da considerare il viaggio a Montecarlo di Ibrahimovic e Donnarumma. Il fatto che sia stato lo stesso Milan a “comunicarlo” significa che, a differenza di quanto sarebbe accaduto con la gestione della coppia Gazidis-Rangnick, i rapporti tra la societá rossonera e Mino Raiola sono tornati rosei. Del resto Donnarumma e Ibrahimovic sono i due rinnovi contrattuali che costituiscono le chiavi di volta più importanti del mercato rossonero. Sarebbe stata una follia dal punto di vista strategico incrinare i rapporti con Raiola proprio all’inizio di questa estate di mercato molto più breve e intensa del solito

Fortunatamente la “rivoluzione logica” improntata sulla conferma di Pioli e Maldini ha riavvicinato il club rossonero, il procuratore italo-olandese e i due punti di riferimento in campo. Nel meeting monegasco, benedetto dal Milan, Raiola ha voluto capire dai suoi assistiti il loro “punto di caduta” nelle rispettive trattative per il rinnovo contrattuale con il Milan. Entrambe le trattative entreranno nel vivo proprio questa settimana ed entrambe avranno un esito del tutto diverso da quello che avrebbero avuto con l’arrivo di Rangnick e i suoi. Ibra non aveva nessuna chance di rimanere e invece di certo rinnoverà il contratto a cifre importanti, intorno ai 6 milioni annui e svolgerà, come dice lui, i ruoli di “attaccante, allenatore e dirigente”. Donnarumma avrebbe rinnovato in ogni caso, ma sarebbe stato un rinnovo propedeutico alla cessione nel giro di una o al massimo due sessioni di mercato. Infatti Rangnick nella sua idea di gestione di un parco giocatori giovani e affamati non avrebbe mai potuto ammettere un top player da 7/8 milioni a stagione in una rosa con ingaggio medio di 2 milioni. 
Invece con la prosecuzione dell’attuale progetto si può tranquillamente disegnare per Gigio un rinnovo contrattuale principesco con l’idea di fare del portiere il capitano del futuro, nonché l’unico vero grande fuoriclasse di prospettiva. Con il progetto Ibra-Pioli è sicuramente più facile ammettere la centralità di Donnarumma e, da parte del portiere, è più naturale immaginare il proprio futuro in rossonero non a media, ma a lunga scadenza. I rinnovi e la centralità di Ibra e Donnarumma riportano dunque Raiola al centro del Milan, motivo per cui diventa meno improbabile anche la permanenza di Bonaventura. E’ incredibile come in pochissimi giorni sia cambiato davvero tutto nel mondo Milan ed è altrettanto evidente come Gazidis, improvvisamente, abbia perso gran parte della sua autonomia e della sua libertà decisionale. Il suo destino è uscire definitivamente dall’area sportiva, esattamente come accadeva all’Arsenal, speriamo che si compia il prima possibile. A questo proposito giungono concrete conferme sul fatto che potrebbe essere il caro vecchio Ariedo Braida a completare la compagine dirigenziale con Maldini e Massara. Anche questo non è un caso e anche questo è un segnale del lento ritorno agli antichi valori e a una ritrovata unità.