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  • Milan-Genoa: la Coppa è rossonera, ma il portiere para oltre la linea, come Muntari

    Milan-Genoa: la Coppa è rossonera, ma il portiere para oltre la linea, come Muntari

    • Alessandro Bassi
      Alessandro Bassi
    Se Milan-Genoa può valere punti importanti nella corsa scudetto per i rossoneri, nella primavera di guerra del 1916 la stessa sfida è valsa per il Milan la conquista della Coppa Federale, il torneo voluto dalla FIGC in sostituzione del campionato sospeso in occasione dell'entrata in guerra dell'Italia.

    IL CALCIO NELLA GRANDE GUERRA - Il 23 maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria e il giorno successivo entra, dopo dieci mesi di neutralità, nel conflitto mondiale. Il campionato viene interrotto e mai più ripreso e poi assegnato diversi anni dopo definitivamente al Genoa, anche se ancor oggi quello stesso campionato è oggetto di rivendicazioni. Il massimo campionato di calcio italiano si ferma, ma a calcio si continua e si continuerà a giocare per tutta la durata del conflitto. Tornei, campionati minori, amichevoli militari e incontri benefici proseguono in tutta la Penisola di pari passo con le drammatiche vicende belliche.

    LA COPPA FEDERALE - Con l'approssimarsi dell'autunno del 1915 appare chiaro a tutti che il campionato – sospeso a maggio – non sarebbe stato ripreso. A parte nel Nord-Est del Paese, la guerra – che riempie tutti i quotidiani nazionali – è comunque ancora percepita come lontana, non una minaccia incombente, tanto che gli stessi appassionati di calcio chiedono che la Federazione organizzi eventi che vadano a sostituire il campionato. Alcune testate giornalistiche organizzano tornei vari, la Federazione nel frattempo si mette al lavoro per organizzare un evento il cui livello si avvicini il più possibile a quello del campionato. Le squadre maggiori, quelle più blasonate e con il bacino d'utenza più cospicuo spingono per giocare comunque il campionato, ma la Federazione, non avendo portato a termine quello precedente non può certo organizzarne uno nuovo. La Federazione decide quindi di organizzare una Coppa dal respiro nazionale che però non metta in palio il titolo di campione d'Italia: la decisione delude le squadre minori ma trova l'appoggio di quelle maggiori. La Federazione decide altresì di escludere dal torneo tutto il Centro-sud asserendo che la limitazione dei trasporti civili a vantaggio di quelli militari avrebbe potuto creare problemi negli spostamenti delle società. Inoltre, per la vicinanza del fronte di guerra, vengono escluse anche le squadre del Veneto. 15 le squadre che si iscrivono al torneo, suddivise in 5 gironi regionali, le vincenti si sarebbero giocate la Coppa in un girone finale di andata e ritorno. Girone finale al quale approdano Juventus, Milan, Modena (la grande sorpresa del torneo), Genoa e Casale (che si ritirerà appena iniziata la fase finale). Il torneo finale è appassionante e combattuto da tutte le formazioni, tanto che alla vigilia dell'ultima gara, in programma il 30 aprile, la classifica è apertissima: Modena e Juventus hanno 10 punti, Milan e Genoa 9 e proprio queste due ultime si troveranno di fronte al Velodromo Sempione di Milano per la gara di chiusura.

    MILAN-GENOA - Così domenica 30 aprile davanti ad un pubblico davvero imponente Milan e Genoa si affrontano per cercare di portarsi a casa la Coppa Federale. Si affrontano la difesa impenetrabile dei rossoneri e il forte attacco genovese, lo spettacolo è assicurato. Il primo tempo vede la netta supremazia genoana: Berardo, Bergamini, Wallsingam e Crocco provano più volte ad impegnare la difesa milanista che ha in Barbieri, Sala e Pizzi un baluardo insuperabile. Il Milan resiste all'urto genoano e sul finire del primo tempo passa in vantaggio. La ripresa è scoppiettante e ricca i episodi. Entrambe le squadre si lanciano alla ricerca del gol, ma è il Genoa che riesce a pareggiare su rigore trasformato dall'ex Renzo De Vecchi. A quel punto la partita si apre completamente e al 54° per un fallo di De Nardi su Cevenini proprio sul limite dell'area del Genoa l'arbitro fischia il calcio di rigore per il Milan. Si incarica della battuta lo stesso Cevenini che realizza, ma l'arbitro fa ripetere il tiro in quanto alcuni giocatori erano entrati in area prima della battuta. Nessun problema. Cevenini si presenta nuovamente sul dischetto e ancora una volta, calciando nell'altro angolo, batte il portiere Molinari e riporta in vantaggio i rossoneri. Il Genoa accusa il colpo, il Milan cerca di approfittarne per chiudere i conti. Eppure c'è ancora il tempo per un episodio dubbio. Al 63° minuto i rossoblu vanno molto vicini al nuovo pareggio con Wallingam che impegna severamente il portiere del Milan Barbieri il quale non senza fatica para il tiro, anche se a molti è parso addirittura che il portiere del Milan abbia parato il pallone una volta che questo aveva già oltrepassato la linea di porta, stando alle cronache riportate da La Gazzetta dello Sport e da La Stampa Sportiva. Il momento è decisivo. Passano un paio di minuti e Cevenini, bruciato sullo scatto De Vecchi, fulmina Molinari e segna il definitivo 3 a 1 a favore del Milan.

    Il Milan si aggiudica così la Coppa Federale del 1916, una vittoria che segnerà la fine di un'epoca per i rossoneri e l'inizio di un periodo avaro di successi che si protrarrà sino alla fine degli anni'40.

    (Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)

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