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Un’ ulteriore prova del fatto che Olivier Giroud sia un giocatore perennemente sottovalutato? Che la classifica dei marcatori Champions 2020/21 non pesi quanto pesa di solito nell’immaginario collettivo: più di Olivier infatti (6 gol in 8 presenze) hanno segnato solo Mbappé (8) e Haaland (10), i due mostri. Quanto alla differenza di minutaggio che dovrebbe amplificare il dato del francese, be’, viene prontamente ignorata. Come se fosse normale segnare 6 gol in Champions in 254 minuti. Ma Giroud per noi è ancora il centravanti della Francia campione del mondo rimasto a secco per tutto l’arco del torneo. È quello dei 4 gol in Premier dell’ultima stagione, poco importa se questo numero avvilente dipenda come al solito dalle molte panchine, ossia dalle scelte peraltro legittime di Lampard prima e Tuchel poi. La verità è che il Milan ha preso un grande centravanti, uno dei migliori in circolazione e per di più assolutamente funzionale al gioco di Pioli.      

L’ESSENZA DI GIROUD IN UN GOL -  Ma ha senso iniziare a parlare delle caratteristiche tecnico-tattiche attuali di Giroud a partire da un gol realizzato nell’aprile del 2014 con la maglia dell’Arsenal? Lo farò, infischiandomene del tempo che non s’arresta un’ora, quel molto petrarchesco “never resting time” del sonetto V di Shakespeare. Perché l’essenza dello stile e della bellezza della giocata in questione, Giroud se la porta ancora dentro. Ed è ciò che lo caratterizza, ben più dello ‘Scorpion kick’ memorabile contro il Crystal Palace. Si tratta di una rete segnata al West Ham United.



Un lancio proveniente da centrocampo e diretto in area per la testa di Giroud. Olivier che in principio attacca la palla con la classica rincorsa del saltatore, per incocciarla tra due uomini. Decisione presa, sembrerebbe. Invece no, le cose cambiano mentre il pallone spiove dal cielo: il suo marcatore valuta male la traiettoria e subisce il contatto del francese, che a quel punto ne approfitta e seleziona un altro gesto tecnico. Ora c’è uno spazio minimo per addomesticarla. E Giroud la mette giù con una dolcezza rara per un attaccante della sua mole (1,93 m).



Col suo mancino educato la ferma lì. La placa, la doma, incurante del gigante Carrol alle sue spalle. 



Il secondo tocco è una fucilata col piede debole a incrociare. Ebbene, quando un attaccante ottimo nel gioco aereo fa anche queste cose qui, significa che è veramente completo. Che sa ‘fregarti’ in molti modi, e che il suo colpo di testa formidabile non è una necessità, bensì una scelta. 



GIROUD OGGI - Ma dato che al Milan, ovviamente, non arriva il centravanti dell’Arsenal di allora (più dinamico e meno statuario e specializzato di quello che vediamo oggi), lasciate che vi mostri comunque un’acrobazia piuttosto recente, con cui Giroud ha regalato la vittoria al Chelsea nell’ottavo di andata contro l’Atletico Madrid di quest’anno. Per fugare qualsiasi dubbio, Giroud resta un centravanti totalmente imprevedibile in area di rigore. Non è il centravanti macchinoso che vorrebbero suggerirci età e statura. Guardate l’attimo in cui percepisce l’impennarsi del pallone, in seguito al calcione scomposto di Hermoso. Frena la corsa e realizza: rovesciamo?



Certo che rovesciamo. 



UN TIRATORE PRECISO E RAFFINATO -  Inoltre Giroud è molto sottovalutato come tiratore. Basta osservare i video degli allenamenti della Francia per capirlo, le sedute di tiro. Una meccanica di calcio divina, perfetta nonché stilosa, che colpisce per precisione e forza. Esemplare da questo punto di vista la rete inflitta alla Svezia nel 2017. Controllo-alzata con l’esterno sinistro e schiaffone al volo, tagliato con lo stesso piede, sul palo lontano. Una parabola ecumenica che dovrebbe restare nella storia come la punizione famosa di Roberto Carlos. 


IN AREA -  In area, lo abbiamo anche già detto, Giroud ha i colpi del campione. È opportuno risalire a questo punto a un Francia-Olanda post mondiale, ma sempre del 2018. Una partita di Nations League. Marcato da Van Dijk, Giroud è alle prese con un cross un po’ impreciso di Mendy.



E lo corregge in rete così, con una meravigliosa girata in anticipo che non si scompone al contatto e ruba il tempo al centrale olandese, in quel momento considerato il più forte difensore al mondo.



Ebbene fra le 4 reti realizzate quest’anno in Premier da Giroud ce n’è una praticamente identica, messa a segno contro il Wolverhampton. Per ribadire un concetto molto semplice: il francese in area non è soltanto un saltatore. Queste zampate alla Ibra le sa fare anche Giroud.



Poi, è chiaro, quando la palla gli arriva giusta, Giroud di norma la schiaccia niente male di testa, questo è risaputo. Prendete ad esempio questa incornata un po’ meno recente assestata alla difesa del Tottenham, tra terzino e centrale sul lato debole, sempre con la maglia dei Blues



NEL 4-2-3-1 DI PIOLI - Concludiamo con una considerazione un po’ più tattica legata al sistema di gioco di Pioli, e dunque all’inserimento funzionale di un giocatore come Giroud nel Milan 2021/2022. Col 4-2-3-1 Olivier ha vinto un mondiale con la Francia. Anche se va ricordato che a sinistra, a bilanciare il tutto c’era Matuidi, che non faceva l’esterno offensivo di professione, perciò sarebbe più corretto parlare di un 4-4-1-1, ma questi sono numeri. Ciò che garba a un centravanti come Giroud è avere a ridosso un trequartista furbino. Un tipetto sveglio che sappia farsi trovare sulle sponde o leggere prima degli altri le seconde palle. Nella Francia aveva il meglio in questi fondamentali: Griezmann.



Sicché a Giroud bastava gliela alzassero là davanti per creare contesti pericolosi. Il lancio di un centrale o di un terzino, come quelli che alle volte fa il Milan per Ibra. Ecco. Adesso bisogna solo completare il quadretto.