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Il tempo sembra aver fermato tutto. E' vero, per qualcuno forse qualche chilo di troppo e qualche capello grigio possono fare la differenza, ma il resto è rimasto intatto. Lo spirito e l'affiatamento sono rimasti gli stessi di sempre. A Madrid si sono riabbracciati Maldini, Rui Costa, Cafu, Serginho, Costacurta, Rossi, Baresi, Filippo Galli, Weah, Boban, straordinari campioni che in annate diverse hanno condiviso uno stesso obiettivo: essere parte del Milan. Non è un dettaglio da poco, a Madrid in occasione del Corazon Classic Match, più che mai si è capito cosa significhi fare parte di questa squadra, condividere emozioni, gioie, ansie e timori. Prima che loro i protagonisti del Bernabeu ricevessero un fantastico tributo da parte di ben 75.000 spettatori accorsi a vederli era stato altrettanto emozionante ascoltarli. Sul volo da Milano a Madrid, nella sala da pranzo dell'albergo, in pullman verso il Santiago Bernabeu, il "Malda", "Seba", "Billy", "Zvone" hanno lasciato spazio ai ricordi, agli aneddotti, agli sfottò, a tutto ciò che in passato hanno condiviso nei momenti più incredibili della loro avventura rossonera. Avremmo voluto ascoltare per ore le loro vicissitudini, i ricordi degli allenamenti, le battutte con Sacchi, Zaccheroni e Capello. Ci ha colpito vedere come per qualcuno il tempo fosse passato, come qualcuno da diversi anni non si riabbracciasse, ma l'intesa, il feeling, si intuiva era quello di sempre, di uno spogliatoio unito, compatto e vincente. Sul campo poi a salutare questi straordinari campioni ci hanno pensato come 75.000 fantastici spettatori, non solo corsi a vedere i numeri di Zidane, Figo, Butragueno e Santillana ma altrattanto animati dal grandissimo rispetto nei confronti dell'avversario di sempre, il Milan. Sul terreno di gioco c'erano sedici tra Coppe Campioni e Champions League, il pubblico ha avvertito il valore di tutto questo e ha reso unica una serata di beneficenza. Ben oltre i gol sono fioccati gli applausi per i totem di una difesa straordinaria, quella formata da Rossi, Cafu, Costacurta, Baresi e Maldini. Per la classe di Rui Costa, le sgroppate di Serginho, l'eleganza di Boban, ogni giocatore in campo ha messo in mostra i colpi migliori del proprio repertorio pasatto. Anche in questo senso il tempo sembrava essersi fermato.