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Oltre l'emergenza, più forte della sfortuna e degli infortuni: il Milan ribalta un Verona super nei primi 45 minuti e passa dallo 0-2 al 3-2 con una ripresa condotta a tutto un altro ritmo, che proietta per una notte la formazione di Pioli da sola in testa alla classifica, in attesa della partita di domani del Napoli contro il Torino. E che consente anche un mini-allungo sull'Inter, ora distante 5 lunghezze dopo il ko con la Lazio.

Una partita letteralmente dai due volti: un primo tempo da dimenticare per il Milan, arrivato a questa sfida con una serie di ben 8 indisponibili tra casi di Covid e problemi fisici di varia natura e che perderà pure Rebic dopo 36  minuti, un secondo all'arrembaggio dopo il doppio cazzotto piazzato da Caprari (7', svarione della coppia Tomori-Calabria dopo la precedente palla perduta da Ballo-Touré) e da Barak, a segno dal dischetto dopo un contatto dubbio in area tra Romagnoli e Kalinic. L'ingresso obbligato di Leao, ma anche quelli nella ripresa di Krunic e Castillejo per Maldini e Saelemaekers, trasformano letteralmente il Diavolo, che accorcia le distanze col colpo di testa di Giroud al 59° e completa la rimonta in 120 secondi col rigore trasformato da Kessie - fallo di Faraoni su Castillejo - e la clamorosa autorete di Gunter generata dal traversone dello spagnolo. Abbracciato a fine partita da tutti i suoi compagni dopo settimane di sofferenza per le voci di mercato e una estromissione apparentemente decisa dal progetto rossonero.

Il Verona incassa la prima sconfitta della gestione Tudor dopo 4 risultati utili consecutivi e rimanda ancora una volta l'appuntamento con la prima storica vittoria a San Siro: al tecnico croato restano i complimenti per un'altra bellissima prestazione, ma va registrata anche la terza rimonta subita - dopo quelle con Salernitana e Genoa - da quando si è seduto in panchina al posto di Di Francesco.