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Gonzalo Higuain è andato via dal Milan dopo soli sei mesi portandosi dietro tante polemiche. Dalla società e dallo stesso giocatore nessuna traccia, nessuna spiegazione, nessun intervento. Nelle prossime ore sarà Leonardo a spiegare le motivazioni che hanno portato all'addio dell'argentino, ma calciomercato.com ha già raccolto alcune indiscrezioni suI motivi di questa rottura clamorosa.

MAI FELICE - Già la scorsa estate, durante la trattativa tra Milan e Juventus, erano emerse tutte le perplessità del Pipita. Gonzalo non era assolutamente convinto della formula studiata tra i due club, prima della rassicurazioni di Leonardo nella riunione del 31 luglio, durata una notte intera, con il fratello Nicolas. Poi, nella trasferta di Cagliari, la prima crepa: il Milan soffre tremendamente, non riesce a venire a capo di un avversario alla portata e serve un gol dell'ormai ex numero nove rossonero per portare a casa un misero punticino. Il Pipita esce dal campo nervosissimo, quasi furibondo per la prestazione dei suoi compagni. A fine partita rifiuta di rilasciare un'intervista e Gattuso non la prende bene, considera il gesto come una mancanza di rispetto nei confronti dei compagni. 

NON CONVINTO DELLA QUALITA' DELLA ROSA - Nella testa dell'argentino, partita dopo partita, iniziano a maturare pensieri negativi. Non ha mai considerato il Milan un gruppo in grado di esaltare le sue caratteristiche, un gruppo in grado di raggiungere obiettivi ambizioni. Sulle qualità tecniche nulla da eccepire, la qualità è di primissimo livello. Gattuso si aspettava da lui un atteggiamento da leader, capace di caricarsi la squadra sulle spalle. Ma si sbagliava, perché Higuain è un grandissimo attaccante ma non un campione in grado di cambiare il senso di una stagione. 

ALLENAMENTI TROPPO DURI - Gattuso è un tecnico meticoloso e preparato. Studia, con il suo staff, tutto il programma degli allenamenti nei minimi particolari. Sono sedute impegnative, complesse, dove chiede il massimo dai suoi ragazzi. Un messaggio ben recepito da tutto il gruppo meno che da Higuain. L'argentino, dopo Milan-Atalanta, si lamenta perché con Gattuso si lavora troppo. E' solo un altro capitolo di una storia fatta di rimbrotti e lamenti. 

DAL GELO CON LEONARDO AL TRADIMENTO - Dei comportamenti di Higuain sono sempre al corrente anche i dirigenti. Sia Leonardo che Maldini capiscono che la situazione sta sfuggendo di mano, la tensione è sempre più alta e le trappole, in questi casi, sono dietro l'angolo. Il direttore sportivo brasiliano non lesina critiche, celate ma non troppo, nei confronti di Gonzalo Higuain. Tra i due cala ulteriormente il gelo, tanto che l'argentino chiede ufficialmente la cessione. Il Milan non si mette di traverso, decide di interrompere un rapporto che rischiava di compromettere anche gli equilibri interni allo spogliatoio. Ma il finale è ancora più tragicomico: la 'febbre' di Jedda, l'assenza alla foto di gruppo e la presenza in panchina solo dopo una lunga chiacchierata con Maldini. Il punto più basso Gonzalo lo ha toccato tradendo chi gli era rimasto sempre vicino, ovvero Gennaro Gattuso. La richiesta di non essere convocato per la gara contro il Genoa è una dimostrazione di scarsa professionalità e serietà. Adesso inizia un nuovo capitolo, al Chelsea del suo mentore Sarri. Con più o meno gli stessi obiettivi che aveva al Milan.