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Il Milan ha operato molto sul mercato con la chiara intenzione di dare maggiore profondità alla rosa di Stefano Pioli. E ci è riuscito ampiamente almeno per quanto concerne il reparto difensivo che ha confermato un giocatore forte come Fikayo Tomori e ha in Alessio Romagnoli la prima alternativa. Per il centrale di Anzio non sarà facile trovare uno spazio importante in quella che sarà, con tutta probabilità, la sua ultima stagione in rossonero. Non si registrano, infatti, trattative in essere tra Paolo Maldini, Frederic Massara e il suo agente Mino Raiola per prolungare il contratto in scadenza nel 2022.

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PROBLEMA INGAGGIO- Alla base delle riflessioni che il Milan sta facendo sul suo capitano ci sono ragioni prettamente economiche. Il club di via Aldo Rossi considera l’attuale ingaggio di  Romagnoli troppo pesante per quella che è la politica portata avanti dal CEO Ivan Gazidis nelle ultime due stagioni. Attualmente Alessio, secondo quanto appreso da calciomercato.com, percepisce un ingaggio da circa 6 milioni di euro netti. Nell’accordo stipulato a giugno del 2018 l’ex direttore sportivo Massimiliano Mirabelli si mise d’accordo con l’allora agente Sergio Berti per un contratto quadriennale che prevedeva una base di partenza di 3,5 milioni a salire per arrivare agli attuali 6. Nel futuro del centrale di Anzio potrebbe esserci la Lazio, squadra per la quale fa il tifo da quando era bambino. A patto che il giocatore accetti di abbassarsi lo stipendio: Claudio Lotito non sembra intenzionato a garantirgli lo stesso ingaggio che ha attualmente al Milan.