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William Shakespeare direbbe che l'amore dei giovani sta negli occhi. La carta d'identità di Olivier Giroud sentenzia "anni 36", ma lo sguardo estasiato dopo ogni gol racconta una passione viscerale, che non accenna a smorzarsi. Tra record e prestazioni di sostanza, il suo momento mette d'accordo un po' tutti. Per i sorrisi del Milan e della Francia...

PARTENZA DA RECORD - L'avvio di stagione con la maglia del Milan è da incorniciare. Il francese ha già realizzato 4 gol in 7 partite di campionato (con un sigillo nelle due apparizioni di coppa), eguagliando i precedenti primati con Montpellier (stagione 2011-12) e Arsenal (2013-14). Chiamato agli straordinari da Stefano Pioli, a causa delle numerose defezioni davanti, il francese ha risposto con gol e prestazioni, trascinando la squadra e diventando sempre più un punto di riferimento in campo e nello spogliatoio. Il ritorno con i Bleus ha certificato lo stato di forma: con la rete messa a segno nella sfida di Nations League contro l'Austria, Giroud è diventato il più vecchio marcatore di sempre della Francia, a 35 anni e 357 giorni. Numeri monstre. 
OBIETTIVI - Non solo. Con la rete di giovedì, il centravanti rossonero è arrivato a quota 49 centri con la selezione transalpina. Meno due dal leader della classifica all time, Thierry Henry. Anche lui nel mirino con l'idea, suggestiva, del sorpasso con vista Qatar. Il ct Didier Deschamps lo ha già detto: "La concorrenza c'è, ma lui ce la sta mettendo tutta per esserci". Per convincere il tecnico, la tabella di marcia ha contorni definiti. Domenica c'è la Danimarca. Poi, toccherà alle sfide ad alta tensione con la maglia del Milan. Dai big match di Champions League alla Serie A, con un duplice obiettivo. Trascinare il Diavolo agli ottavi della massima competizione europea e riportarlo in testa alla classifica, per approdare al Mondiale con i compiti fatti, prima di tuffarsi in una seconda parte di stagione incandescente. Per i rossoneri oggi è una necessità, per la Francia potrebbe diventarlo presto.