Sembra l'inizio della fine. Saranno la delusione e la tristezza di una gara inguardabile che a caldo ti portano a giudicare tutto in maniera più drastica, ma i segnali che arrivano da Bologna sono tutti preoccupanti se non addirittura inquietanti. 

Per la prima volta in stagione il Milan non ha reagito dopo una bruciante sconfitta. Per la prima volta abbiamo visto un giocatore (Cutrone) attaccare platealmente l'allenatore per una sostituzione. E per l'ennesima volta non abbiamo percepito un sussulto d'orgoglio da parte di chi di questa squadra dovrebbe essere leader, trascinatore e protagonista, ovvero Higuain. 

L'unica nota positiva è la classifica, non per merito nostro, ma ancora in linea con l'obiettivo.
È chiaro che però questo non deve togliere lo sguardo dai problemi di qui sopra, anche perché il trend è palesemente negativo e la speranza non può essere sorretta esclusivamente per le disgrazie altrui. 

Alla tanto attesa sosta mancano ancora 3 partite di cui almeno un paio insidiose, poi toccherà a Leonardo fare la differenza. Se nel mercato estivo era giusto assolvere la società per avere avuto solamente 20 giorni per fare il possibile, stavolta non si faranno sconti e già con la fiche pesante di Paquetá peseremo il valore anche della squadra dirigenziale e non solo di quella in campo.