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Decisione presa: sarà addio. Il periodo di quarantena ha aiutato Zlatan Ibrahimovic a riflettere sul futuro, anche se forse non ce n'era nemmeno bisogno. Pesano, infatti, il licenziamento di Zvone Boban e il probabile addio di Paolo Maldini a fine stagione. Un danno che porta con sè cinque guai.

LEADERSHIP - Ha preso il Milan e l'ha ribaltato. La sua presenza ha dato fiducia ai compagni: da Leao a Rebic, in tanti hanno tratto benefici dal suo arrivo. Inequivocabili le parole di Samu Castillejo, che qualche settimana fa ha dichiarato: "Ha 38 anni, ma era il primo a presentarsi ieri quando abbiamo fatto lavoro di recupero. È il primo che arriva a Milanello, se uno come Ibra fa queste cose, tu che ti chiami Castillejo non lo fa? Per forza!". 

GOL - Il Milan perde gol: lo dicono i numeri. Prima dell'arrivo di Zlatan, i rossoneri avevano segnato 16 reti complessive in 17 partite. Dall'arrivo di Ibra, invece, i centri sono 20 in 12 partite (12 in 9 partite di campionato e 8 in 3 di Coppa Italia). Per lo svedese, invece, un totale di 4 gol in 10 partite.
APPEAL Il Milan perde appeal: Ibra poteva essere calamita per nuovi acquisti, soprattutto giovani. Ragazzi cresciuti con l'idolo di Zlatan, diamanti grezzi pronti a essere modellati da una simile guida. Il Milan rischia però di perdere anche soldi: la trattativa con Emirates è in stand-by, il rinnovo potrebbe arrivare a cifre inferiori. In generale, si rischia di perdere quell'attrattiva ritrovata grazie all'unico calciatore di fama mondiale presente in rosa.

ENTUSIASMO - Un guaio anche per i tifosi: l'arrivo di Zlatan aveva ridato entusiasmo a un ambiente depresso dopo le 5 sberle di Bergamo. Una favola romantica capace di far rispolverare le maglie del 2011, anno dello scudetto, e di registrare un bagno di folla a Linate. Il suo addio avrà inevitabili ripercussioni sull'entusiasmo dei tifosi, in 32.000 per una partita di Coppa Italia alle 18 di metà gennaio. E la campagna abbonamenti ne risentirà. 

MERCHANDISING - Già, la fama mondiale. E il conseguente aiuto di Ibra. Magliette, gadget, il traino social: il Milan perde un simbolo del calcio internazionale. Un grosso danno.