23
Ragazzi cresciuti insieme, con lo stesso sogno. E la stessa semplicità. Sono partiti da Parma, hanno assaggiato la A coi ducali, poi le strade si sono divise, come spesso accade quando a dirigere il traffico è il mercato. Ma per chi si vuole bene veramente, perché i due si vogliono bene, le strade sono destinate a rincontrarsi. E così è successo a Stefano Pioli e Giacomo Murelli, l'attuale allenatore del Milan e il suo vice. Pronto a prendersi la scena a Napoli. 

LA CARRIERA - Positivo al coronavirus Pioli, quindi toccherà al suo fido assistente accomodarsi in panchina per guidare Ibrahimovic e compagni. Ecco, ma chi è Jack, come lo chiama l'amico Stefano? ​Nato nel 1964 a San Secondo Parmense, cresciuto nel Parma, ha vestito le maglie di Avellino, Taranto, Bologna, Brescello, Crociati Noceto, Colorno e Suzzara. A Suzzara ha poi allenato per la prima volta, portando la squadra dalla Promozione all'Eccellenza, mettendo in bacheca una Coppa Italia Dilettanti e conseguente Supercoppa,  prima di incrociare la sua strada con quella di Malesani a Modena, nel 2003. Dopo Malesani arrivò Pioli, e da lì inizio un matrimonio che dura tuttora. 

L'ANTI-MARADONA - Ad Avellino, dove ha giocato tra l'84 e l'89, ha giocato per 4 volte contro il Napoli di Maradona. Murelli, di professione terzino, soprannominato il Muro, era uno di quelli che attaccava pochissimo e picchiava tanto. E nei duelli con Diego, che lui ritiene il più forte di sempre, ha sempre tenuto botta. Tanto che il 10 azzurro ha realizzato un solo gol in 4 match. Per questo motivo lo chiamavano anche l'anti-Maradona. Paradossale che il prossimo impegno rossonero sia proprio al San Paolo, la casa che fu del Pibe de Oro.
COME FRATELLI - Dove non ci sarà uno, arriverà l'altro. Così sarà sulla panchina del Milan, così è per chi si conosce da una vita. Tanti i punti in comune tra Pioli e Murelli: si definiscono entrambi generosi, si sono sposati a pochi mesi di distanza l'uno dall'altra nell'87, Stefano con Barbara e Giacomo con Alessandra, e sono amanti di cinema e fumetti. Se Pioli in camera aveva il poster di Tex Willer e si guarderebbe di continuo I soliti sospetti e L'ultimo dei Mohicani,  Murelli risponde con Zagor, Vento di passione e Il Gladiatore. Disordinato, poco puntuale (secondo Pioli), goloso, zero scaramantico, che ascolta Gianluca Grignani e ha in Destinazione Paradiso la sua canzone preferita, è un mister che si arrabbia se vede comportamenti sbagliati da parte dei giocatori. A Lazio Style Channel, 5 anni fa, disse: "Maldini il più forte a non aver vinto il Pallone d'Oro". E ora, Murelli, sotto gli occhi di Maldini, è pronto a prendersi la scena. Lui che ha nell'invisibilità il suo superpotere preferito, per una volta dovrà essere ben visibile per dare una mano ai suoi ragazzi.