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Se ne andrà, anche se manca ancora l'ufficialità. Alexandre Pato non è più un giocatore del Milan, che ha deciso di cederlo al Paris Saint-Germain per una cifra vicina ai 35 milioni di euro (27 + 8 di bonus). Dopo quattro anni, oltre 50 gol in 111 partite, il Papero saluta. Vola a Parigi, raggiungerà l'ex maestro Ancelotti, in attesa di ritrovare anche l'amico Kakà, che nelle prossime ore potrebbe lasciare il Real Madrid. Una scelta, quella del Milan, che non sembra avere una motivazione logica. Almeno per il momento.

I problemi fisici di Pato sono sotto gli occhi di tutti. Undici infortuni muscolari in ventuno mesi sono un dato da non sottovalutare, che non hanno permesso al brasiliano di completare il processo di maturazione, ma sulla bilancia i pro sono nettamente maggiori dei contro. Pato è un ragazzo classe 1989, ha una media gol impressionante e al momento, sul mercato, ci sono pochissimi giocatori della sua età con le stesse qualità. Quando è stato in condizione, ha sempre dimostrato di poter fare la differenza, di garantire quell'imprevidibilità che nessuno, nell'attacco rossonero, è in grado di dare.

La cessione di Pato lascia dei dubbi anche dal punto di vista economico. I 35 milioni che il Milan incasserà andranno a coprire il solo investimento del 28enne Tevez, che tra cartellino e ingaggio (l'Apache guadagna quasi il doppio di Pato, che aveva un contratto da 4 milioni a stagione) coprirà l'intera cifra. Senza Pato, il Milan sarà costretto a comprare un altro attaccante, perchè  Robinho e Ibrahimovic non posso da soli affrontare la fase ad eliminazione diretta di Champions League. Il Milan non avrà Tevez in Europa e in campionato, almeno per un paio di settimane, perchè l'argentino è lontano dai campi di gioco da due mesi e avrà bisogno di tempo per entrare in forma. In attesa di una posizione ufficiale della società, resta lo stupore. Il Milan sa quello che lascia, ma non quello che trova.