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Il futuro di Cristian Brocchi è sempre più lontano dalla panchina del Milan. Il tecnico rossonero non è riuscito a dare la svolta necessaria a far ritornare il club rossonero a produrre e macinare gioco. I risultati non arrivano e proprio il bel giuoco, la richiesta principe del presidente Berlusconi al momento del suo approdo in panchina sta drammaticamente mancando. Ieri Brocchi è riuscito a staccare dalle disgrazie del club rossonero e si è recato a Coverciano per dedicarsi al Master che gli varrà il patentino di prima categoria.

L'OMBRA DI LIPPI - Sebbene Brocchi abbia la certezza che Berlusconi mai richiamerà sulla panchina del Milan Sinisa Mihajlovic, l'attuale allenatore del Milan ha una sola certezza che potrebbe comunque non bastare per il suo futuro. La partita più importante della stagione è ora la finale di Coppa Italia contra la Juventus. Vincerla rappresenterebbe un jolly da giocarsi con la proprietà per convincerla a confermarlo.Perderla, al contrario, significherebbe mettere una pietra tombale sulla propria esperienza in prima squadra. Secondo la Gazzetta dello Sport la prima alternativa, come era stato anche a gennaio scorso, resta Lippi, che evidentemente aveva già l’approvazione di Silvio. A maggio potrebbe di nuovo essere la prima opzione per riavviare il ciclo rossonero. Una scelta certo in controtendenza rispetto agli ultimi, e meno esperti, tentativi. 

I CINESI SPINGONO PER CHIUDERE - Nel frattempo Berlusconi studia anche una strategia societaria. Tutti, dai tifosi, gi piccoli azionisti spingono per avere risposte in tempi stretti anche sulla trattativa che porterebbe il Milan in mani cinesi. Silvio per ora prende tempo perchè andare via ora, secondo il Corriere dello Sport, vorrebbe dire farlo da sconfitto. Il timore più grande del mondo Milan è che il presidente si ostini a prendere decisioni che poi si rivelano sbagliate, se non fallimentari. L’ultima, in ordine di tempo, è stata proprio quella che ha portato al cambio in panchina da Mihajlovic a Brocchi. La volontà del consorzio cinese è quella di prendere il 70% delle quote societarie e, in 3 anni rivoluzionare tutto l'aspetto dirigenziale consentendo a Berlusconi di restare da Presidente Onorario. I tempi sono però molto stretti, se entro il prossimo weekend non arriverà una risposta positiva c'è il forte rischio che la cordata si tiri indietro definitivamente.