Nel calcio, un dato è incontrovertibile, indiscutibile, sicuro. Alla fine della stagione, vince la squadra che ha subito meno reti, quella che schiera  la difesa più salda e affidabile. Partiamo subito dai meriti di Rino Gattuso, dell'intelligente e saggio Gattuso, non tutto chiacchiere e distintivo, cioè non solo grinta, cuore e attaccamento alla maglia, ma  soprattutto sapienza tattica, razionalità e freddezza nelle strategie. Il tecnico milanista ha capito subito su quali aspetti, su quali deficienze, su quali difetti del gruppo lavorare. Uno su tutti, la parte fisica e atletica. Allora ha cominciato a mettere benzina nel motore rossonero, con il rischio di ingolfare gli ingranaggi.  Gattuso sapeva che sarebbero stati a rischio gli incontri con il Verona e l'Atalanta, ma si doveva investire sul futuro. Così è stato. Il Milan è migliorato a partire dal match contro l'Inter.

AVANTI COSÌ - Un dato appare confortante, quello delle reti subite. Nelle ultime sei partite, tra campionato e Coppa, solo tre i gol subiti affrontando, oltre che in nerazzurri, la Fiorentina e la Lazio, la squadra che occupa il quarto posto in Europa, come media di gol realizzati, dietro PSG, Barcellona e  Manchester City. Non è dunque un caso dunque che la classifica sia subito migliorata, anche se non è ancora il caso di lanciarsi in voli pindarici. Il calendario infatti è terribile come quantità e qualità degli impegni, ma dopo il tremendo inizio, per dare un senso alla stagione, il Milan deve correre in questi mesi.

POTERE ALLA DIFESA - Le buone prestazioni della difesa sono figlie anche dell'intesa tra i due centrali, Bonucci e Romagnoli. La fortuna di "Tempesta Solare" è proprio quella di giocare, con  continuità, di fianco a un campione, Bonucci, il miglior difensore Uefa della scorsa stagione (e non l’ho stilata io la classifica). Insomma, può migliorare ancora, come Costacurta di fianco a Baresi e Thiago Silva centrale con Nesta. Sulle fasce, Calabria sta giocando la sua miglior stagione e Abate, in Coppa Italia, mi è piaciuto tantissimo, in attesa del rientro, dopo la sosta di marzo, di Andrea Conti. Insomma, vero, come diceva von Clausewitz, che la miglior difesa sia l'attacco ma, se il rendimento del reparto arretrato prosegue con questi numeri, possiamo contraddire lo stratega prussiano. No, caro Carl, la miglior difesa è… la difesa!