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La notte è stata lunga, tra contratti e accordi in via di definizione per Zlatan Ibrahimovic al Milan. La macchina burocratica rossonera è stata messa in moto dal primo pomeriggio di ieri, quando lo svedese ha dato il suo via libera definitivo: l'ottimismo tornato nei giorni scorsi dopo più di una settimana di perplessità è diventato accordo, perché Ibra ha dato la sua parola e con una chiamata ai dirigenti rossoneri ha confermato il suo sì al ritorno in maniera diretta. In pieno stile Zlatan, insomma: ci ha tenuto subito a trasmettere personalmente un messaggio forte, la volontà di tornare a Milano per ribaltare la situazione complicata del club.


CONTRATTI E SVOLTA - A Casa Milan è stato impostato nella serata e nella notte di ieri quel contratto promesso a Raiola e poi riproposto a Ibra stesso: 6 mesi di intesa con opzione sulla stagione 2020/2021, le cifre non si toccano, il club rossonero da settimane raccontava di aver fatto il massimo e ha mantenuto il proprio impegno. Il via libera di Zlatan è stato accolto con entusiasmo e sollievo, una notizia attesa al punto da aver anche innervosito i protagonisti della trattativa perché ci si aspettava di sapere prima il destino di questo affare. Ma il lieto fine ha compattato tutti. Anche il giocatore, perché Ibra dopo il crollo per 5-0 del Milan a Bergamo ha fatto sapere di non volersi tirare indietro, anzi. Ha tenuto aperta la porta fino a spalancarla, il segnale più gradito per i dirigenti rossoneri. Da lì si è capito che l'ok stava per arrivare nonostante il crollo con l'Atalanta. Perché da adesso in poi sarà il Milan di Ibra, a volte... ritornano.
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