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"Quando perdi in un derby è difficile, ma giovedì c’è la prossima partita". Parole risalenti a dieci giorni fa, firmate Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese non si era nascosto dopo il beffardo derby contro l'Inter, perso 4-2 al termine di una partita dalle due facce. Primo tempo perfetto, secondo totalmente da dimenticare. Eppure lo svedese si era preso la responsabilità di andare davanti alle telecamere, spiegare, analizzare e commentare. Nonostante il ko, nonostante la delusione, Ibra si era confermato simbolo di uno spogliatoio. Dopo la Stracittadina, l'orgoglio di aver tenuto testa all'Inter e la consapevolezza di aver dato il 100% avevano portato Zlatan a fermarsi con i giornalisti.

RABBIA - Lunedì, dopo la sfida contro il Torino, il copione è stato diverso. Anche se, a ben vedere, il risultato in campo ha dato ragione ai Pioli boys. Fretta e nervosismo, Ibra ha lasciato velocemente San Siro, salutando in maniera rapida i presenti in mixed zone. L'atteggiamento mostrato dal Milan contro Belotti e compagni è stato diverso: i rossoneri hanno dominato ma non hanno mai chiuso la gara, sprecando anche alcune occasioni (una di queste proprio da Ibra, con un destro terminato a lato del palo da ottima posizione). Come riporta La Gazzetta dello Sport, lo svedese era arrabbiato innanzitutto con se stesso, mentre in campo si era fatto notare con diversi richiami ai compagni. Un perfezionista come lui non accetta errori: Ibra è già calato nella parte, trascinatore e leader di un Milan che ha messo nel mirino la trasferta di Firenze.