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Ripresa o non ripresa della Serie A, la stagione del Milan è già finita in ogni caso. Si è già deciso di cambiare dirigenti, allenatori, metodi di lavoro, filosofia societaria e gran parte dei giocatori. L’aria di smobilitazione a Milanello e in via Aldo Rossi si respira e si è respirata anche durante il lockdown. Si procede dunque a una nuova rivoluzione, l’ennesima. Stavolta però è già tutto chiaro quando mancano 13 partite alla fine del campionato in corso. Immaginate voi con che spirito le affronteranno i rossoneri partenti. Praticamente quasi tutti. Dell’addio di Pioli, Maldini, Bonaventura e Ibra scriviamo con certezza da 3 mesi. E non ci siamo mai fidati dei soliti trombettieri di corte che hanno provato a nascondere la solita polvere sotto al solito tappeto. In queste ore è stato lo stesso Ibra a sgombrare il campo da qualsiasi dubbio sulla sua permanenza a Milano. La conferma è arrivata addirittura dall’amico Mihajlovic, uno che certo non si fa problemi a dire la verità. Come abbiamo sempre sostenuto, dopo il licenziamento di Boban, lo svedese non ha mai avuto dubbi sul suo definitivo addio al Milan. E il suo atteggiamento in campo contro il Genoa lo ha ampiamente dimostrato. In quei due mesi di calcio giocato Ibra si è divertito, ha dimostrato di essere sempre decisivo, ci ha fatto respirare un po’ di nostalgico ossigeno del Milan che fu e ha capito che questo Milan non è più roba per lui. E questo é l’unico punto di accordo tra lui e Gazidis che, a differenza di quello che hanno fatto uscire in questi mesi le veline di regime, non ha mai minimamente provato a convincerlo a rinnovare.
Per una volta l’ad sudafricano è stato coerente: uno come Ibra non c’entra nulla con il progetto Rangnick che stanno portando avanti. Ed è forse per questo motivo che Gazidis non avrebbe voluto prenderlo nemmeno a gennaio. Dunque la decisione è già stata presa e il divorzio é consensuale. Nulla di nuovo per noi, ma adesso è chiaro per tutti. Anche per quelli che dovranno negare l’evidenza per queste ultime 13 partite. Lo stop del campionato ha fatto prevalere nell’animo da campione dello svedese la voglia di lottare e giocare piuttosto che la delusione nel vedere tramontare rapidamente il suo personale progetto in rossonero. Quindi siamo sicuri che Ibra dará il massimo in queste ultime 13 partite e farà il possibile per lasciare un bel ricordo ai suoi tifosi e, perché no, per dimostrare a Gazidis e company che si sbagliano a lasciarlo partire cosí a cuor leggero. Oltretutto sia per Ibra sia per Bonaventura si prospetta un trasferimento in Serie A. Il Milan di Rangnick ci giocherà contro e i due avranno la possibilità di prendersi qualche rivincita, esattamente come fece Pirlo 8 anni fa. Non vorrei che noi tifosi del Milan, dopo le numerose e cocenti delusioni di questi anni, fossimo destinati a rimpiangere Ibra e Bonaventura nel vederli con le maglie di Bologna e Roma. Speriamo oltretutto che l’elenco dei rimpianti, nel caso, si fermi a questi due.