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Calhanoglu e il Milan, una storia che potrebbe interrompersi al termine di questa stagione se il trequartista turco non dovesse accettare definitivamente la proposta economica per prolungare il contratto che scade a giugno e accettare l'idea di trasferirsi alla Juventus da parametro zero. Un'operazione di mercato che avrebbe del clamoroso e che, oltre a un mero discorso finanziario, aprirebbe un dibattito interno al club rossonero su come rimpiazzare un calciatore diventato imprescindibile nel sistema di gioco di Stefano Pioli.

PREZIOSO - Spesso criticato (anche a ragione) per la scarsa incisività ed efficacia in zona-gol, il calciatore turco è un fantasista atipico che nel suo percorso in Serie A ha saputo trasformarsi in un centrocampista estremamente completo e tatticamente molto prezioso. Anche dietro le ultime intuizioni di Pioli - Calabria più bloccato sulla stessa linea di Tomori e Kjaer e la riscoperta di Brahim Diaz - che hanno portato a due vittorie fondamentali contro Juve e Torino per portarsi ad un passo dalla qualificazione alla prossima Champions League, c'è una componente fondamentale come la duttilità di Calhanoglu. Slittato sul centro-sinistra per fare spazio al folletto spagnolo ma sempre e comunque nel vivo del gioco.
IL RISCHIO - Oltre ai 4 gol e i 9 assist realizzati, il suo contributo nell'ottimo campionato del Milan risiede negli oltre 3 passaggi-chiave effettuati a partita, i 2,3 cross di media e le cifre relative ai chilometri percorsi al servizio della squadra e ai palloni recuperati o intercettati. Perdere Calhanoglu comporterebbe individuare un sostituto con caratteristiche simili e compatibili con l'attuale copione tattico disegnato da Pioli su misura dei propri calciatori o immaginare una squadra diversa, costretta a portare avanti i propri princìpi di gioco con altre modalità e altri atteggiamenti. Una nuova sfida, forse persino un azzardo se si considera quanto il Milan di oggi sia diventato un meccanismo quasi perfetto in base alle proprie potenzialità e senza disporre di veri e propri fuoriclasse in rosa. Un rischio che Maldini e Gazidis sono pronti ad assumersi?