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"Una scommessa. Non soltanto del Milan, ma anche la sua". Paolo Maldini a inizio dicembre aveva etichettato così Rafa Leao, aggiungendo "è un grande talento, con qualità enormi". Come dare torto a uno dei più grandi giocatori della storia, uno che può insegnare calcio, il portoghese in questa stagione effettivamente ha fatto dei passi in avanti, è cresciuto, è diventato un giocatore di un'altra categoria. Il problema, e che problema, è che non è continuo. Certo, "non gioca in ciabatte" come si legge su alcuni blog di tifosi, ma in più di un'occasione ha dato l'idea di essere svogliato, di non essere al 100% dentro la partita.

NON BASTA - I 6 gol e 5 assist in 29 partite, considerando tutte le competizioni, sono numeri convincenti, ma non sufficienti. La maglia del Milan pesa e l'età conta fino a un certo punto. Leao si prende pause pericolose, che può permettersi fino a un certo punto. Soprattutto in un periodo di grande emergenza come questo, Pioli ha gli uomini contati e chi c'è deve dare di più, anche chi non fa dell'intensità e della cattiveria agonistica il punto di forza. 
FUTURO - Il Milan, dal canto suo, continua a considerarlo una risorsa, non un problema. Per questo non c'è volontà di metterlo sulla lista dei partenti. Maldini e Massara, insieme a Pioli, lo stimolano quotidianamente, lo invitano a dare di più, in allenamento e in partita. Si aspettano di più, ma allo stesso tempo hanno capito che non è pronto per fare l'attaccante centrale titolare del Milan. Leao è ancora una scommessa, che ha bisogno di tempo per essere vinta.