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"Dipenderà da lui. E’ un giocatore di prospettiva, di talento, mi aspetto tanto da lui così come dai suoi compagni. C’è tanta concorrenza e non solo Adli non ha ancora giocato, anche altri suoi compagni. Lo rivedremo quando lo riterrò opportuno”. Alla vigilia del match contro la Sampdoria Stefano Pioli ha parlato di Yacine Adli, uno degli arrivi estivi più attesi, che finora ha giocato solo 46'. Un bilancio tutt'altro che positivo, figlio delle caratteristiche dell'ex giocatore di Tolosa e Bordeaux e, soprattutto, della sua collocazione in campo. Il messaggio è arrivato forte e chiaro, in questo Milan può giocare solo dietro alla punta, nel 4-2-3-1, può fare solo il trequartista. 

INDIZI - Lo ha fatto capire Pioli, con una serie di indizi che fanno una prova. Prima di Milan-Bologna ha dichiarato che "difficilmente vede Adli nei due mediani", dopo il successo contro gli uomini di Mihajlovic ha ribadito che "Adli è un trequarti e non credo che sia un giocatore da spostare sull’esterno" mentre ieri, nella conferenza stampa pre Samp, ha ammesso che "non lo ha provato Yacine mezzala". Il prodotto del settore giovanile del Paris Saint-Germain, al momento, può fare solo il 10 e deve inseguire. E' la terza scelta, dopo De Ketelaere e Brahim Diaz, e difficilmente giocherà insieme a uno dei due. Toccherà a lui scalare le gerarchie o far cambiare idea a Pioli. Per un Milan diverso da quello visto nell'ultimo biennio.