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Prima di Milan-Roma, il direttore dell'area tecnica rossonera Paolo Maldini è intervenuto a Sky Sport: "Normale avere positività? Purtroppo sì. Arriveremo ad un punto in cui ci sarà un'immunità di gregge, siamo a quota quindici, ci hanno detto che con gli anticorpi non ci si riammala. Ci siamo preparati a far giocare ragazzi che giocano meno, non ci fasciamo la testa. La Lega ci ha chiesto di attenerci al protocollo e lo stiamo facendo".

VITTORIA PER LA FUGA? - "Non può essere una fuga alla quinta di campionato, ma può essere la conferma del nostro buon momento. Cerchiamo di essere equilibrati, sappiamo che arriveranno momenti difficili e questo equilibrio non possono darcelo stampa e tifosi, che si esaltano e si deprimono. Ma siamo ambiziosi, dobbiamo esserlo e dobbiamo provarci. E i giovani aiutano, perché a volte sono incoscienti".

RINNOVO DONNARUMMA - "La stabilità ha fatto sì che quest'anno abbiamo iniziato in questa maniera, non considerare un Gigio un punto fermo è assolutamente sbagliato. E' con Alessio un vero capitano, un leader, la società deve per lo meno provare a trattenerlo con tutte le sue forze".
NUOVI INNESTI A GENNAIO - "Vediamo. Siamo stati molto chiari, noi se abbiamo la possibilità di rinforzarci lo faremo, se no resteremo così. Sapevamo di avere una certa competitività, lo abbiamo dimostrato nella seconda parte della scorsa stagione. Abbiamo fissato le priorità, poi se arrivasse l'occasione di prendere un giocatore per fare il salto di qualità, perché no. Nell'ultimo mercato non abbiamo speso quello che potevamo spendere".

CRESCITA - "Nella prima parte della stagione abbiamo fatto tante gare, quella più evidente è stato il derby perso 4-2, dove abbiamo giocato bene e c'era tanto di cui essere contenti. Ci mancava un po' di fiducia, questa è una squadra che anche l'anno scorso e anche con Gattuso in panchina, arrivavamo al momento decisivo in cui ci squagliavamo e perdevamo sicurezze. Grazie anche al lavoro di Pioli abbiamo cercato di toglierci questa idea di essere inferiori agli altri, di non poter competere. Al di là della crescita dei singoli, penso che questo sia l'aspetto più importante".