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E un altro giorno è sostanzialmente passato senza novità, se non vogliamo considerare tale il trasferimento di Botman al Newcastle, che sennò dovremmo parlare di prima Caporetto dell’estate rossonera. Mancano 5 giorni per arrivare al 30 giugno. Stavolta eviteremo di fare domande e cercheremo di dare risposte. Maldini e Massara non hanno ancora firmato il contratto perché nessuno ha detto loro di farlo. Siamo fermi alla proposta dello scorso fine settimana, recapitata a Paolo direttamente al telefono da Gerry Cardinale, da New York: 2 anni con opzione per una terza stagione e lieve ritocco all’ingaggio. Budget per il mercato: 45 milioni. Tetto agli stipendi dei calciatori, lo stesso di oggi, salvo eccezioni particolari, come potrebbe essere il rinnovo di Leao (al momento nemmeno ipotizzato, ovviamente) o l’arrivo di Dybala (idem). Maldini sperava di più e meglio sull’intera linea, ma si è convinto ad accettare la proposta. Ha lavorato regolarmente e ha aspettato invano che qualcuno lo chiamasse per firmare.

Domenica Paolo compie gli anni. In queste ore è dato al mare con la moglie. Gazidis è a Londra. Se ne riparlerà lunedì, se non martedì. Ma non è questo il punto. Maldini firmerà. Non dovesse farlo entro il 30, può farlo anche dopo. Formalmente non sarebbe bellissimo, ma è forse “bello” se lo fa il 28 o il 29? No, la sostanza non cambierebbe e resterebbe traccia di un accordo trovato in extremis, come se non ci fossero state alternative. Diverso è se questi contratti fossero stati rinnovati 6 mesi fa o il giorno dello scudetto o il giorno di RedBird, il 1° di giugno. E perché tutto questo? Ciascuno dia e si dia la risposta che preferisce: quanto accadrà nei prossimi due mesi spiegherà tutto. Il tempo è galantuomo e stavolta non ne servirà neppure molto.

Sì capirà dal mercato che farà il Milan, quali sono le ambizioni della nuova proprietà. È chiarissimo cosa serve a Pioli: un forte difensore, un centrocampista di valore internazionale, possibilmente con tanti chili e centimetri, un numero 10 decisamente migliore di Diaz (e Krunic, che 10 non è). Questo per restare all’essenziale, all’imprescindibile. Per il salto di qualità ci si possono aggiungere un centravanti da 25 gol a stagione (non Origi quindi) e un esterno destro di qualità (anche se Maldini ha molta fiducia in Saelemaekers, per cui sarà l’ultimo ruolo dove il Milan si muoverà). Sì capirà poi dalla composizione del nuovo CdA qual è ancora il peso di Elliott nel nuovo assetto societario. Particolari che però ai tifosi importano certamente meno dei giocatori che arriveranno.

Sulle priorità degli acquisti da fare, ci sono altre divergenze fra Maldini e il club. Paolo vorrebbe innanzi tutto un difensore centrale, che consentirebbe a Kalulu di scalare a destra, coprendo un altro punto debole dell’undici titolare, Gazidis spinge invece per il giocatore di fantasia. Botman è stato inseguito per 6 mesi, ma giocherà in Premier. Dietro il suo mancato arrivo potrebbe anche esserci la voglia di evitare un altro acquisto dal Lille, e allora anche Renato Sanches sarebbe fortemente a rischio (e infatti Massara lavora anche sulle alternative).

Il Corriere della Sera ieri scriveva che uomini Elliott hanno avvicinato l’agente di Dybala per avere un quadro della sua attuale situazione. Chissà se l’hanno fatto con l’avallo di Maldini o se si è trattato di un’iniziativa autonoma. Pochi dubbi, vista la fonte, che il contatto non sia effettivamente avvenuto. Non siamo ai tempi di Rangnick, ma l’invasione di campo è evidente. Qui la differenza è che Dybala piace a tutti, anche a Maldini e Massara, oltreché a Pioli, che sarebbe ben lieto di trovargli un posto in squadra. Si vedrà, è solo questione di tempo.

@GianniVisnadi